Cari e care,
anche oggi voglio presentarvi un bravissimo cantautore: Ennio Salomone. Nonostante la sua giovane età (appena 21 anni) ha già scritto brani interessantissimi quali “Il ragazzo e la sua corda”, “Ora come allora”, “La mela”, “Con la falce ed il martello” etc. etc.. Ho avuto il piacere di scrivere con Ennio una canzone che si intitola “Senza trucco”. Penso che siamo riusciti a descrivere abbastanza bene l’amore vero, quello senza trucco, senza artifici. Per adesso è stata cantata solo da Ennio, ma non è detto che un giorno non presenti una mia versione. Un abbraccio caro Ennio e in bocca al lupo per la tua carriera!
SENZA TRUCCO (A. Papetti/ E. Salomone)
Finalmente senza trucco
posso scalare i tuoi occhi
l’insicurezza, la tenerezza
geometrie di favole
lo stupore di chi
all’improvviso si scopre donna.
Posso scorgere il tremolio
del dolore in un sorriso
che fugge, si nasconde
occhi scintillanti
luce calda di sguardo
bellezza semplice
devastante
e il tempo sembra docile
un compagno premuroso
che non vuole scalfirla
è svanito l’incessante
ronzio del mondo
e adesso tutto tace.
Sei un cielo incerto d’autunno
cascata di sogni
a illuminare il viso
e adesso la tua dolce ingenuità
è nuda,impaurita
è sola.
Lo sguardo tocca la luna
ubriaco di notte
mangia le stelle
vertigini di labbra
dolce anarchia
di brevi emozioni.
Sei lì ferma immobile
e non stai ascoltando
ma non importa
io viaggio
mare, monti, deserti, città,
tristezza, gioia e poi
necessaria malinconia!
P.S. Un grazie particolare ad Enniuzzo per averla impreziosita cambiando, di sua sponte, il termine “ferma” in “fermo”. La tua versione gay è fantastica ahahahaha













Oggi voglio parlarvi di un bravissimo cantautore: Fabrizio Emigli. Ho avuto l’onore di incontrare Fabrizio al Musicultura ed è come se ci fossimo conosciuti da sempre. Difficilmente mi capita di sentirmi così a mio agio con uno “sconosciuto” (o meglio una persona che avevo avuto modo di conoscere solo telematicamente e mai faccia a faccia).
Sono un curioso e come sempre accade, noi curiosi ci imbattiamo spesso in situazioni stupide o addirittura persone stupide. A volte se uno si fa una carrettata di cazzi propri evita di scivolare su tante stronzate. Ho ascoltato l’intervista di un tale che dichiara che non ama molto Faber perché sul palco risulta immobile. Di per sé la questione non merita assolutamente un post (anzi nemmeno una parola) ma scrivo per non dimenticare che la funzione del cantautore è di dare messaggi e condividere emozioni, non fare sul palco le piroette col culo. Come sta De Andrè sul palco è perfetto: parla il giusto e quello che dice è sempre assolutamente intelligente…e poi è originalissimo. E’ l’unico che si presenta seduto come se stesse cantando di fronte a dei cari amici. Uno può essere spigliato davanti alla gente ma se scrive delle minchiate rimane comunque un minchione…punto! Prendiamo De Gregori non è il massimo nei concerti ma non perché non si muove. L’unico problema è che risulta antipatico, anche se secondo me più che antipatico è schivo. E’ una persona estremamente timida e questo non l’aiuta a socializzare con il pubblico…ma nulla da dire su come sta sul palco. E anche se risultasse asettico, per quello che ha scritto, rimane sempre uno dei più grandi cantautori nella storia della musica italiana. Comunque dopo questo post ho deciso di dimagrire diversi chili perché al prox concerto ho intenzione di fare qualche numero di alta scuola con l’asta del microfono. Ma non vi svelo altro:). Vi lascio con la frase di un grandissimo che sintetizza bene questo post:
Da sempre ho pensato che lo scrivere mi aiutasse a sentirmi meno solo. Oggi mi ritrovo a farlo senza nessuna convinzione e non credo di riuscire a colmare quel profondo vuoto che da qualche mese si è assiepato nel mio cuore. E’ innegabile: mi manca mia madre! Mi mancano le sue parole di conforto, il suo starmi vicino anche col silenzio e il suo sguardo tenero. Questo
Ho comprato diverse copie dell’”Ultimo volo (Orazione civile per Ustica)”. Una l’ho gelosamente conservata per me ed inserita nella mia collezione di cd; le altre le regalerò per natale a qualche caro amico. Ero presente il 27 giugno a Bologna ed ero rimasto assolutamente colpito dall’opera di Pippo, tanto da dedicargli un post in questo mio trascurato blog. Beh ragazzi riascoltare questo magnifico album ha riacceso in me sensazioni fortissime.
Difficilmente mi sono così emozionato nell’avere tra le mani un cd. Oggi mentre lo scartavo, lo inserivo nel lettore e seguivo i testi nel libricino allegato mi sono sentito vivo…e in men che non si dica sono stato tristemente catapultato verso cieli umanamente inarrivabili. Per un attimo sono stato schiaffeggiato dal vento, ho ascoltato l’odore del mare e annusato il dolore che come il DC9 cadeva in picchiata nel mio cuore. 
Questa è la prova che, per un cantautore, le poesie nascono sempre con la musica. Un grazie a Nicola Grilli che mi ha aiutato a scrivere la parte musicale. E' sempre bello collaborare con un amico di vecchia data.
Vi chiedo scusa in anticipo se è un periodo che non scrivo. Sono successe troppe cose poco simpatiche (ed è un eufemismo) e non me la sento di starne più che tanto a parlare. Oggi, dopo tante canzoni, sono tornato ad abbracciare una mia vecchia ma mai dimenticata compagna: la poesia. Spero vi piaccia...
Ci sono dei momenti nella vita in cui è difficile, se non impossibile, esprimersi. A volte l’essere stesso ci lascia disarmati, impotenti e il dolore diventa il tuo inseparabile compagno di viaggio.
Non vi sto a raccontare chi è Fabrizio De Andrè. Ormai lo sanno tutti! Senza ombra di dubbio è stato, è e rimarrà il più grande; il solo che è riuscito a fare poesia in musica. Come ho già detto prima però non voglio tediarvi con le mie personalissime considerazioni su Faber. Oggi voglio regalarvi una perla rara del Nostro. Un’ esecuzione live di “Via della povertà” dove Fabrizio si è divertito a cambiare un pochino le parole rendendola sicuramente molto più italiana:).
L'amico che me l’ha donata (dovrebbe pervenire direttamente dalla fondazione De Andrè) mi ha chiesto di non divulgarla. Ormai le "pennellate" di Fabrizio sono diventate patrimonio culturale di tutti e quindi non sarebbe giusto tenermi questa chicca solo per me. L’arte va assolutamente divulgata specialmente se si tratta di Faber. Con la certezza di avervi donato qualcosa di speciale, vi auguro buona giornata!
Scusate la mia assenza ma è periodo di ferie…d’estate non ho mai voglia di fare niente, neanche di scrivere:). E poi sinceramente in questo periodo ho dedicato più tempo alla mia pagina su myspace (

Cenere sui libri
Lacrime di luna
Francesco è riuscito sempre ad emozionarmi trattando argomenti delicatissimi quali la difficoltà dei rapporti di coppia,
Francesco a svariati tentativi di suicidio. Oggi possiamo tranquillamente dire che Nuti è stato ed è un uomo abbandonato a se stesso.
Cantautore (cantante e autore) è una parola probabilmente (ma non ne sono per niente sicuro) coniata da qualche critico musicale negli ‘60 e stava ad indicare un artista che, con melodie semplici,
A mio modesto avviso, non si deve mistificare e nemmeno massacrare! Non parliamo poi delle radio e soprattutto delle case discografiche. Al suono dei soldoni decidono qual è la merda da produrre e si chiedono sempre se quella merda vende. A tavolino si decide che l’arte non conta. Il dio denaro sceglierà per tutti noi!
Ho voluto trattare nello stesso brano quattro argomenti a me molto cari con l’arma sempre efficace dell’ironia. Non voglio aggiungere altro, lascio tutto alla vostra interpretazione.