Cari e care,
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CLUB TENCO E CLAUDIO LOLLI …. UN IPOCRISIA CHE DURA DA DECENNI
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Cari e care,
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CLUB TENCO E CLAUDIO LOLLI …. UN IPOCRISIA CHE DURA DA DECENNI
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Grazie come sempre all’aiuto di Enrico Piergallini (assessore alla cultura del comune di Grottammare) anche questa volta siamo riusciti (Associazione culturale Peppino Impastato) ad organizzare un concerto di un certo livello. A Grottammare, per la seconda volta nella sua splendida carriera, si esibirà Pippo Pollina al teatro dell’Arancio il 1 novembre alle ore 21. Molto probabilmente prima di Pippo eseguirò due miei pezzi, quindi vi do un motivo in più per non essere presenti! ehehehe
Vi segnalo quest’intervista che ho rilasciato qualche giorno fa alla brava giornalista Carolina Laperchia per la web radio dell’università di Udine.Purtroppo quando rilascio interviste a voce qualche cazzata la dico sempre, è inevitabile:). Questa volta ho toppato alla grande. Chiacchierando ho affermato che il termine malinconia è un aggettivo. Mamma mia che figura barbina eheheheh.Un abbraccio a tutti voi
Qualche giorno fa, ho ricevuto una mail da Giusi Bonsignore, moglie del compianto Enzo Baldoni. Ne sono rimasto molto colpito ed emozionato. Non mi sarei mai aspettato dei complimenti da una persona così vicina ad Enzo. Vi allego con piacere la sua mail, un'intervista e una recensione. Colgo l'occasione per ringraziare anche Silvia Del Gran Mastro, Corrado Sciò e Francesco Pira per le belle parole spese nei miei confronti.
Cari e care,
ho sempre sentito parlare troppo poco di Pierangelo, anche quando era in vita. E’ il cantautore più sottovalutato della storia della canzone italiana. Eppure di capolavori ne ha sfornati a decine. Oggi parliamo spesso di Faber (giustamente aggiungo) ma sarebbe il caso ogni tanto di ricordare anche un grande come Bertoli.
P.S. Scusatemi se ultimamente intervengo poco ma sono sommerso dal lavoro. Una cosa però voglio dirvela: martedì sarò in studio per la masterizzazione del cd. A breve finalmente il mio primo lavoro vedrà la luce. Lo so che ve l’ho già detto altre volte ma stavolta ci siamo veramente! :)
Venerdì 24 aprile alle 21,30 si terrà a Grottammare nella spettacolare cornice del Teatro dell'Arancio (sopra il teatro visto da fuori) il concerto di Fabrizio. Questa esibizione musicale è stata organizzata dall’Associazione Peppino Impastato di San Benedetto del Tronto (è nata grazie a una mia idea e ne vado fiero) con l’aiuto del Comune di Grottammare.
Comunque sia tornando al discorso iniziale, se capitasse di trovarvi dalle mie parti, sarebbe cosa gradita se partecipaste all'evento.:) Dovrei tra l'altro (dico dovrei perché non l’abbiamo mai provata e deciderò solo alla fine) cantare “L’uomo della verità”, quindi altro buon motivo per esserci.:) L'ingresso è gratuito ma chi vorrà, senza nessun impegno nè obbligo, potrà lasciare un contributo a sostegno delle popolazioni sconvolte dal terremoto.
Purtroppo come avete già appreso in questi giorni, in Abruzzo si è consumata una vera e propria tragedia: un fortissimo terremoto ha colpito L’aquila e i paesini limitrofi. Il risultato è drammatico: 290 morti e 40 mila sfollati. L’aquila dista solo 100 Km da San Benedetto del Tronto e anche qui le scosse sono state forti; fortunatamente da noi non ci sono stati danni di rilievo. In diversi post ho parlato del caso e di come a volte l’umano agire divenga inutile. Una notte torniamo a casa, dopo aver trascorso magari una bella serata con gli amici, ti addormenti e poi di colpo il nulla.
Ho diversi conoscenti che fanno l’università a L’aquila e mi hanno detto che la città è completamente distrutta.
Spesso il male di vivere ho incontrato
Cari e care,
P.S. Mi hanno appena informata che c'è anche la De Filippi! aiutooooooo! State attenti: vedere la faccia di Bonolis e contemporaneamente sentire la vociaccia della De Filippi vi farà esplodere il televisore, ve lo giuro: sono state fatte simulazioni nei laboratori nazionali del gran sasso, quelli gestiti dall'istituto di fisica nucleare!
Premetto che non amo parlare male di altri cantautori, ma stavolta devo assolutamente fare un’eccezione. Giuseppe Povia ha toccato il fondo. Parteciperà a San Remo con il brano Luca era gay e parlerebbe (non ci sono dati ufficiali) appunto di un gay che guarisce (secondo la sua testa bacata) dall’omosessualità. Se ciò dovesse essere confermato (ripeto non ci sono dati ufficiali ma solo degli indizi), il suo brano mi spinge a riflettere su quanto segue. Secondo questo personaggio l’omosessualità non sarebbe altro che una malattia (?) dalla quale si può guarire. Siccome già gli omosessuali sono ben visti in questa società di merda, facciamoli ora passare anche per malati. Invece di sensibilizzare la gente sull’argomento e spiegare che l’omosessualità non è una scelta ma una questione di gusto, questo "buontempone" crede (almeno secondo la stampa) che sia una sorta di psicosi dalla quale però si può guarire. Che bello no? Questo suo pensiero allevierà certamente il cuore (emarginato aggiungo io) dei diversi (così li definirebbe lui).
Un consiglio ai vari presidenti degli Arcigay: lasciatelo esibirsi, altrimenti verrebbe meno la libertà di espressione, poi nelle varie trasmissioni del dopo festival (sempre se avrà il coraggio di presentarsi) potrete con argomenti validi (e voi ne avete) far capire a tutti lo squallore di questa trovata pubblicitaria.
Continuiamo a parlare di musica. Del resto il mio blog è nato principalmente per questo. Chiacchierando con un amico in msn, è uscita fuori un’intervista molto interessante di Sandro Cappelletto fatta a Uto Ughi (http://it.wikipedia.org/wiki/Uto_Ughi) su Giovanni Allevi. Premetto che non sono d’accordo su tutto. Però è assolutamente vero che oggi si cerca a tutti i costi il personaggio. Sarò ripetitivo ma è così. Onestamente non ho mai considerato il mio compaesano (nato ad Ascoli Piceno, 30 Km da San Benedetto del Tronto, il paese dove io vivo) un genio. Non è da buttare via ci mancherebbe, ma ho ascoltato pianisti tecnicamente più validi e ahimé sconosciuti. Anche come compositore non lo trovo così “immenso”. Secondo me l’apparenza (e di questi tempi capita spesso) ha fatto il suo corso. Ragazzo dallo sguardo timido (qualsiasi madre lo vedrebbe bene come marito per la propria figlia), dotato di ottima istruzione, con dei riccioli molto alla moda. E ci risiamo: ecco come si crea un fenomeno mediatico. Meditate gente meditate…
"Il successo di Allevi? Mi offende"
Ho voluto a tutti costi intervistare il mio amico/collega Fabrizio Emigli per cercare di fare emergere alcune problematiche che attanagliano noi cantautori. Ho optato per Fabrizio perché so che può darci un contributo umano e artistico significativo, considerata la sua grande esperienza nel campo musicale. L’ho scelto, inoltre, perché è una persona che stimo artisticamente e umanamente. Ma questa mia considerazione non è nuova.
E ancora…parliamo un attimino delle radio. So che alcune, per scelta, non trasmettono nulla che non abbia dietro delle grosse Major. Altre purtroppo non conoscono gli artisti (il problema è riconducibile alla domanda sopra formulata) e di conseguenza non avendo del materiale a disposizione, trasmettono solo musica “commerciale”. Come si può secondo te spezzare questo circolo vizioso?
conoscono solo di nome il “Folkstudio”. Tu non solo hai avuto modo di condividere il palco con artisti del calibro di Francesco De Gregori, Rino Gaetano, Antonello Venditti, Mimmo Locasciulli e tanti altri, ma sei stato per due anni persino il direttore del “Folkstudio Giovani”. Cosa ti ha lasciato dentro quest’esperienza?
Torniamo a “Stelle in eccedenza”, ascoltandolo svariate volte ho constatato una sorta di malinconia celata (ma non troppo), a volte struggente, in particolare nei brani “Con tre gocce d’aceto” e “Stelle in eccedenza”. Ce ne vuoi parlare?
C’è un Dio per tutti anche per chi non ha un posto nemmeno per pisciare. Come è venuto fuori questo capolavoro?
Premetto subito che non sarò imparziale. Conosco Pippo Pollina da diverso tempo e di lui posso dire soltanto bene. Oggi, in questa nostra mediocre Italia, non c’è spazio per l’arte e diventa sempre più difficile esprimere il proprio pensiero.
C'è la neve nei miei ricordi
c'è sempre la neve
e mi diventa bianco il cervello
se non la smetto di ricordare...
Tanto qui sotto nulla è peccato!
Sabato scorso, di sera, un mio caro amico d’infanzia Giacomo Bracaletti se ne è andato.
La morte ha assunto le sembianze di una moto e si è posata su di lui senza lasciare al fato nessun tentativo di reazione. Ho trascorso con Giacomo tre anni di scuole medie e abbiamo anche preso la patente assieme. Era un ragazzo semplice e nel contempo molto vivace, irrequieto ma mai cattivo; senza dubbio una brava persona. Non potrò mai dimenticare la sua voglia di vivere, divertirsi e fregarsene spesso e volentieri (giustamente) del complesso caos del mondo. Buon viaggio compagno di scuola, con te se ne va un pezzo speciale della mia infanzia!
Qualche giorno fa sono stato contattato da una bravissima giornalista Carolina Laperchia per un’intervista su una webradio. Ho accettato senza esitare un attimo perché mi aveva preannunciato che avremmo parlato di Enzo Baldoni. Ho scritto questa canzone più di 4 anni fa e nessuno mi aveva mai proposto di scambiare quattro chiacchiere su questo grande uomo. Dentro di me ho pensato:” Cazzo, qualcosa sta cambiando, finalmente qualcuno si ricorda di lui!”. Per fortuna in questi giorni, anche se onestamente è stato fatto pochissimo, qualcuno lo ha ricordato.
Allora.....posso dirti che sono giornalista, lavoro sia per la radio che per la carta stampata e come "addetto stampa"; da un anno sono direttore responsabile di un periodico a diffusione regionale e mi occupo di organizzazione e gestione di eventi legati al giornalismo e alla comunicazione. Tra le altre cose lavoro all'Università degli Studi di Udine all'interno della web radio d'Ateneo.
L' articolo di Francesco Pira su Enzo Baldoni è stato un successone. L'hanno riportato diversi quotidiani e testate giornalistiche; ma la cosa più incredibile è che Francesco ha persino realizzato un servizio su Enzo per il Tg10 (telegiornale locale siciliano). Ovviamente è stato molto emozionante ascoltare il mio brano su un telegiornale, anche se locale. Un grazie di cuore a Francesco per la stima dimostratami e a Emanuele Cruciani per aver tagliato il video ed inserito su youtube.
Quattro anni fa e più precisamente il 26 agosto, dopo giorni di speranza, arrivò la funesta notizia dell’uccisione in Iraq di Enzo Baldoni. Mi ricordo che stetti malissimo e non chiusi occhio; non riuscivo ad accettare che un grande uomo quale Enzo, fosse stato così barbaramente ucciso. Un giornalista che si era recato in Iraq per aiutare i più bisognosi, gli ultimi, quella gente che non aveva scelto la guerra e che Enzo stesso ammirava e aveva deciso di aiutare non solo a parole ma fisicamente. Era ed è per me inconcepibile morire in questo modo: la sua unica colpa era stata quella di trovarsi lì. Il 27 agosto quindi armato di tristezza, imbracciai la chitarra e decisi che era il momento di descrivere tutta la mia amarezza…venne fuori così Inferno Baghdad (A Enzo Baldoni). E’ una canzone che farà parte del mio cd, fortunatamente ormai siamo agli sgoccioli! Qualche giorno fa però , registrando gli ultimi strumenti, mi sono accorto che per recitare prima del mio pezzo uno scritto molto bello di Enzo, ci volevano dei permessi da parte di Giusi Bonsignore (moglie del Nostro). Non sapevo come fare per contattarla; la soluzione me l’ha servita su un piatto d’argento Titta, una mia amica, che conoscendo bene la storia del nostro eroe, mi ha consigliato di rivolgermi a Francesco Pira, amico di Enzo e grandissimo giornalista nonché docente universitario. Ho inviato subito una mail a Francesco il quale, non solo mi ha aiutato a contattare Giusi, ma mi ha citato nel suo articolo scritto per l’anniversario della morte di Enzo.
Nessuna speranza di riportare in Italia
P.S. Una copia del suo libro, edito nel 1988, è stato depositato presso un museo haiku di Tokio, su richiesta del presidente dell'associazione SONO USCITA (ex ambasciatore c/o la Santa Sede).
Non vi sto a dire chi è Fabrizio Emigli visto che qualche mese fa gli ho dedicato un post. Però un cosa voglio dirvela: finalmente "Stelle in eccedenza" è in vendita. Ragazzi prendetelo e non ve ne pentirete! Garantisco io:).
Si può comprare sia fisicamente che il pacchetto intero in mp3. Ancora qualche giorno e sarà anche su I Tunes e sarà possibile acquistarne anche i singoli file. Non ve lo fate scappare! Il link per procurarsi il capolavoro di Fabrizio è il seguente:
http://cdbaby.com/cd/fabrizioemigli
E’ tornato il principe. Non so cosa volesse intendere con questa splendida canzone (mi piace pensare che parli di un amore finito) ma siamo di fronte ad un autentico capolavoro!
Lascia che cada il foglio
Anche quest’anno ho voluto partecipare alla manifestazione nazionale antimafia dedicata a Peppino Impastato tenutasi a Cinisi l’8-9-10-11 maggio. Sono 5 anni di fila che non posso fare a meno di visitare il paese di Impastato e del capo mafia dell'epoca Badalamenti.
La prima volta fu nel 2004 dove a sorpresa venni contattato dai compagni di Peppino e Giovanni Impastato per suonare in piazza. Fu un’emozione indescrivibile. E’ stato il mio debutto come cantautore in un palco pesantissimo. La paura di sbagliare era tanta ma alla fine l’esibizione fu abbastanza precisa. Ma l’emozione più grande fu suonare “L’uomo della verità” davanti alle telecamere (documentario di Gregorio Mascolo) e soprattutto davanti alla mamma di Peppino Felicia Bartolotta.
Mi ricordo che piangendo mi abbracciò dicendomi: “Mi raccomando quando ti capiterà di suonare in giro ricorda sempre a tutti il sacrificio di Peppino; me lo hanno ridotto ad un mucchietto di ossa”.
Non solo ho sempre chiuso i miei concerti con “L’uomo della verità” ma ho fatto anche di più: ho fondato assieme a qualche amico un’associazione che porta il nome del nostro grande eroe. Promessa mantenuta!
Nel 2005 ho avuto l’onore di tornare a Cinisi a suonare in una 3 giorni carica di appuntamenti culturali e di personaggi famosi.
C’erano i Modena City Ramblers, Pippo Pollina (con il quale ho legato particolarmente), il Collettivo Peppino Impastato e Marco Travaglio.
Anche quella volta c’era una piazza piena a coccolare noi “artisti” (sicuramente loro più di me ehehehe) e ad intonare la frase storica che accompagna fedelmente ogni anno questa stupenda manifestazione:”Peppino è vivo e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno mai!”. Da brividi!
Quest’anno sono tornato a Cinisi come spettatore e come sempre è stato stupendo vedere la solita folla di anime stringersi attorno a Peppino e alla sua vicenda. E’ meraviglioso constatare inoltre che in una terra così fertile per la mafia nasca un’accesa e rigorosa antimafia. Del resto è proprio in Sicilia che hanno avuto azione Falcone, Borsellino, Rizzotto, Don Puglisi e tanti altri. Ritornando al discorso manifestazione, ho avuto occasione di riabbracciare Pippo e i compagni di Umanità Nova e di fare finalmente la conoscenza di Ennio Salomone. Come sempre è stata un’esperienza di grande arricchimento culturale ed umano. Spero di essere presente anche il prossimo anno perché la terra di Peppino e soprattutto la sua storia non siano solo pagine ingiallite di giornale ma presenti sempre nei nostri occhi, nelle nostre orecchie, sulle nostre bocche.
L’UOMO DELLA VERITA’
Questa è la storia
di un eroe siciliano
che ha distrutto l’omertà
con la voce e la sua mano
era il settantotto
e la mafia governava
ma non il nostro Peppino
che la testa non chinava
Cinisi distrutta
dai politici corrotti
don Tano e i suoi amici
e da silenzi troppo forti
da Radio Aut
i nomi uscivano taglienti
ad ammazzare i cani
con l’odio fra i denti
Peppino Impastato
Peppino Impastato
L’indifferenza è il male
e ha divorato ogni colore
che Peppino dipingeva
sulle pareti del dolore
l’hanno ucciso senza pietà
perché aveva capito
che è impossibile tacere
davanti a chi bacia per un rito
hanno anche provato
a infangarne la memoria
a distruggere il ricordo
la persona e la sua storia
ma non si può insabbiare
per sempre la grandezza
di un uomo coraggioso
morto per protesta
Peppino Impastato
Peppino Impastato
Quante bandiere rosse
piangevano nel cielo
a salutare un combattente
senza armi sul sentiero
i pugni erano chiusi
a segnare la libertà
ad accompagnare nel viaggio
l’uomo della verità
Peppino Impastato
Peppino Impastato
Peppino Impastato
Peppino Impastato
Cari e care,
anche oggi voglio presentarvi un bravissimo cantautore: Ennio Salomone. Nonostante la sua giovane età (appena 21 anni) ha già scritto brani interessantissimi quali “Il ragazzo e la sua corda”, “Ora come allora”, “La mela”, “Con la falce ed il martello” etc. etc.. Ho avuto il piacere di scrivere con Ennio una canzone che si intitola “Senza trucco”. Penso che siamo riusciti a descrivere abbastanza bene l’amore vero, quello senza trucco, senza artifici. Per adesso è stata cantata solo da Ennio, ma non è detto che un giorno non presenti una mia versione. Un abbraccio caro Ennio e in bocca al lupo per la tua carriera!
SENZA TRUCCO (A. Papetti/ E. Salomone)
Finalmente senza trucco
posso scalare i tuoi occhi
l’insicurezza, la tenerezza
geometrie di favole
lo stupore di chi
all’improvviso si scopre donna.
Posso scorgere il tremolio
del dolore in un sorriso
che fugge, si nasconde
occhi scintillanti
luce calda di sguardo
bellezza semplice
devastante
e il tempo sembra docile
un compagno premuroso
che non vuole scalfirla
è svanito l’incessante
ronzio del mondo
e adesso tutto tace.
Sei un cielo incerto d’autunno
cascata di sogni
a illuminare il viso
e adesso la tua dolce ingenuità
è nuda,impaurita
è sola.
Lo sguardo tocca la luna
ubriaco di notte
mangia le stelle
vertigini di labbra
dolce anarchia
di brevi emozioni.
Sei lì ferma immobile
e non stai ascoltando
ma non importa
io viaggio
mare, monti, deserti, città,
tristezza, gioia e poi
necessaria malinconia!
P.S. Un grazie particolare ad Enniuzzo per averla impreziosita cambiando, di sua sponte, il termine “ferma” in “fermo”. La tua versione gay è fantastica ahahahaha
Cari e care,
visto che siamo in tempo di elezioniJ, se vi capita votate Fabrizio e non ve ne pentirete. Penso proprio che adesso abbia bisogno del nostro sostegno. Spero possa vincere perchè è assolutamente il migliore presente in "Musicultura". Un grazie anche a nome di Fabrizio!
Oggi voglio parlarvi di un bravissimo cantautore: Fabrizio Emigli. Ho avuto l’onore di incontrare Fabrizio al Musicultura ed è come se ci fossimo conosciuti da sempre. Difficilmente mi capita di sentirmi così a mio agio con uno “sconosciuto” (o meglio una persona che avevo avuto modo di conoscere solo telematicamente e mai faccia a faccia).
Ieri mi ha telefonato per dirmi che ha superato le selezioni e la cosa mi ha veramente fatto piacere. Spero con tutto il cuore che riesca a farsi conoscere perché nessuno lo merita più di lui. Ma andiamo per un attimo indietro: la nostra amicizia è iniziata qualche mese fa, quando mi ha chiesto l’add su myspace e in seguito mi ha omaggiato del suo ultimo lavoro “Stelle in eccedenza”. Mi ricordo che ascoltai il cd in macchina e rimasi colpito al primo ascolto. Subito “Pregate per noi” poi piano piano tutte le altre (“Con tre gocce di aceto”, “Stelle in eccedenza”, “Fatemi baciare la sposa”, “Quanto mi dai” ecc ecc.).
Ciò che colpisce di più di Fabrizio è il suo modo di scrivere; assolutamente raffinato ed originale. Insomma senza troppi giri di parole siamo di fronte ad un grande artista e il suo cd merita tutta l’attenzione di questo mondo. Vi consiglio quindi di acquistarlo anche se, almeno per adesso, non ha una distribuzione e quindi potete solo ordinarlo nel suo sito ufficiale.
A proposito, una curiosità: molto probabilmente io e Fabrizio avremo la stessa etichetta di distribuzione…mi sa che era proprio destino che ci incontrassimo! Su questo però non aggiungo altro…top secret.:)
Fabrì è stato bello conoscerti ed è per me un onore essere tuo amico. Continua così, stai andando alla grande.
http://www.myspace.com/fabrizioemigli
Sono un curioso e come sempre accade, noi curiosi ci imbattiamo spesso in situazioni stupide o addirittura persone stupide. A volte se uno si fa una carrettata di cazzi propri evita di scivolare su tante stronzate. Ho ascoltato l’intervista di un tale che dichiara che non ama molto Faber perché sul palco risulta immobile. Di per sé la questione non merita assolutamente un post (anzi nemmeno una parola) ma scrivo per non dimenticare che la funzione del cantautore è di dare messaggi e condividere emozioni, non fare sul palco le piroette col culo. Come sta De Andrè sul palco è perfetto: parla il giusto e quello che dice è sempre assolutamente intelligente…e poi è originalissimo. E’ l’unico che si presenta seduto come se stesse cantando di fronte a dei cari amici. Uno può essere spigliato davanti alla gente ma se scrive delle minchiate rimane comunque un minchione…punto! Prendiamo De Gregori non è il massimo nei concerti ma non perché non si muove. L’unico problema è che risulta antipatico, anche se secondo me più che antipatico è schivo. E’ una persona estremamente timida e questo non l’aiuta a socializzare con il pubblico…ma nulla da dire su come sta sul palco. E anche se risultasse asettico, per quello che ha scritto, rimane sempre uno dei più grandi cantautori nella storia della musica italiana. Comunque dopo questo post ho deciso di dimagrire diversi chili perché al prox concerto ho intenzione di fare qualche numero di alta scuola con l’asta del microfono. Ma non vi svelo altro:). Vi lascio con la frase di un grandissimo che sintetizza bene questo post:
…adesso dovrei fare le canzoni/ con i dosaggi esatti degli esperti/ magari poi vestirmi come un fesso/ per fare il deficiente nei concerti. (Pierangelo Bertoli)
Da sempre ho pensato che lo scrivere mi aiutasse a sentirmi meno solo. Oggi mi ritrovo a farlo senza nessuna convinzione e non credo di riuscire a colmare quel profondo vuoto che da qualche mese si è assiepato nel mio cuore. E’ innegabile: mi manca mia madre! Mi mancano le sue parole di conforto, il suo starmi vicino anche col silenzio e il suo sguardo tenero. Questo
Tornando al discorso iniziale, mi ha insegnato ad amare il prossimo, ad aiutare i più deboli e ad essere sempre ospitale con tutti. Ho ereditato da lei anche tanti difetti. Uno su tutti quello di parlare in faccia e di questi tempi non è consigliabile. E ancora…sono una persona impulsiva e quando sono arrabbiato ho la tendenza ad essere poco lucido. Sono anche una persona molto ansiosa e spesse volte poco propensa al dialogo. Purtroppo o per fortuna sono così. Spero solo di aver acquisito da lei anche il coraggio di lottare fino alla fine.
Auguro a tutti voi uno splendido 2008 e per un momento voglio bagnarmi di follia. So cara mamma che non puoi ascoltarmi né tantomeno leggermi, ma a rigore di non logica voglio per un attimo, un solo istante, baciarti e augurarti un buon 2008 ovunque tu sia.
Andrea
P.S. Sono convinto che se potesse in questo momento parlarmi direbbe:” Andrea cazzo, potevi inserire una foto migliore per il tuo blog: sono spettinata e vestita male. Se mi avessi avvisata che questa veniva vista in pubblico mi sarei data una sistemata”.
Ho comprato diverse copie dell’”Ultimo volo (Orazione civile per Ustica)”. Una l’ho gelosamente conservata per me ed inserita nella mia collezione di cd; le altre le regalerò per natale a qualche caro amico. Ero presente il 27 giugno a Bologna ed ero rimasto assolutamente colpito dall’opera di Pippo, tanto da dedicargli un post in questo mio trascurato blog. Beh ragazzi riascoltare questo magnifico album ha riacceso in me sensazioni fortissime.
Difficilmente mi sono così emozionato nell’avere tra le mani un cd. Oggi mentre lo scartavo, lo inserivo nel lettore e seguivo i testi nel libricino allegato mi sono sentito vivo…e in men che non si dica sono stato tristemente catapultato verso cieli umanamente inarrivabili. Per un attimo sono stato schiaffeggiato dal vento, ho ascoltato l’odore del mare e annusato il dolore che come il DC9 cadeva in picchiata nel mio cuore.
ACQUISTATELO ACQUISTATELO ACQUISTATELO
Cari e care,
mentre rileggevo delle poesie di Pier Paolo Pasolini, il mio cuore si è soffermato su una in particolare. E’ di una bellezza indescrivibile…mentre la leggevo non ho potuto fare a meno di piangere. Voglio assolutamente condividere quest’ emozione con voi.
Vi abbraccio
Supplica a mia madre
È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere :
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un'infinita fame
d'amore, dell'amore di corpi senza anima.
Perché l'anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù
ho passato l'infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l'unico modo per sentire la vita
l'unica tinta, l'unica forma : ora è finita.
Sopravviviamo : ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico : non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile...