Eccoci qua! Sono al mio primo post e già mi sento un po' smarrito.:)
Qualche mese fa non avrei mai creato un blog, poi mi sono lasciato convincere da alcuni amici. Parliamoci chiaro: non ero concettualmente contrario al blog, ma sono innanzitutto una persona antitecnologica, poi incostante ed infine pigra. Come potete ben capire questo cocktail di fattori risultava decisamente letale per qualsiasi spazio telematico.
Nel giro di qualche mese non sono cambiato; sono sempre antitecnologico, incostante e pigro ma ho deciso di provare comunque. Del resto non esiste nessun contratto! Scriverò quando ne avrò voglia come voi leggerete quando ne avrete voglia. Se partiamo da questo piccolo concetto di libertà possiamo fare tutto:). Il nome del mio blog “Così lontano, così vicino” l’ho ripreso da un titolo di una mia canzone dedicata a Pablo Neruda. Mi sembrava assolutamente adatto ad un blog. In fondo qui siamo tutti vicini nel cuore ma lontani come luoghi di vita e di incontro.
Vi preannuncio subito che sono un “cantautore” (è una parola che comincio a odiare, forse meglio cantastorie) e ciò non prevede necessariamente che sia un letterato che abbia la capacità di stupirvi con un lessico elegante e con parole da “enciclopedia”.
Non sono nemmeno un giornalista quindi non ho la capacità di scrivere articoli. Ma il mio pensiero quello sì non mancherò mai di esporvelo. Ecco sono uno che quasi sempre dà più importanza alla sostanza piuttosto che alla forma. Intendiamoci; la forma è importante ma se poi serve a descrivere delle cazzate allora è inutile. Bella ma inutile.
Spero comunque con questo spazio di conoscere persone interessanti e di contribuire, nel mio piccolo, a rendervi la vita più incasinata di quanto non sia già:). Vi allego sotto il testo di “Così lontano, così vicino” ed il link del provino presente su Demo (per il cd ufficiale c’è da aspettare un po’) dove potete ascoltare il brano
Un abbraccio a tutti
Andrea
COSÌ LONTANO, COSÌ VICINO
(Testo e Musica di Andrea Papetti)
Salve caro compagno
ti parlo da lontano
in quest’isola d’azzurro
nel palmo della mia mano
Raccontami come va
se il sole brilla ancora
sui nostri cuori straziati
e quelle grida a tarda ora
Traducimi le stelle
l’epitaffio della miniera
visi di fuliggine
e sangue nella sera
Sapessi come sono solo
una barchetta in mezzo al mare
lacerato dal rumore
questi lamenti non mi fan poetare
Salutami il mio Cile
così lontano così vicino
così pieno di rancore
senza formule di buon destino
Ti prego non gettare
la speranza in bocca ai cani
non rinunciare all’orgoglio
alla libertà degli esseri umani
Caro amico non mollare
non mollare proprio ora
lotta sempre per le idee
per la gente troppo sola
Non c’è niente di eterno
anche il potere cesserà
di tramortire un popolo
con armi di falsità
Un giorno ci rivedremo
al funerale di Giuda
te lo prometto amico mio
firmato Pablo Neruda.
Per ascoltare il pezzo:











