domenica, 15 luglio 2007

intrattenimentoCantautore (cantante e autore) è una parola probabilmente (ma non ne sono per niente sicuro) coniata da qualche critico musicale negli ‘60 e stava ad indicare un artista che, con melodie semplici,  affrontava un testo impegnato più o meno diretto. Per molti anni (e forse ancora oggi) il cantautore veniva considerato come una sorta di santone che sul palco, armato di una “semplice” chitarra, rivelava sempre verità assolute. C’è stata ( ahimè forse ancora oggi c’è) una mistificazione del termine stesso. Ciò ha comportato nei cantautori un atteggiamento presuntuoso che purtroppo ancora persiste. Molti rifiutano autografi, trattano male il pubblico e persino s’incazzano se i fans cantano assieme a loro nei concerti. Uno paga 30 euro di biglietto per starsene zitto e ai comodi dell’artista. Siamo arrivati a toccare il fondo. Questi squallidi individui non sanno che se sono lì è anche grazie alla gente. Bisognerebbe avere più rispetto del pubblico! Ma la cosa più grave per chi inizia a scrivere canzoni è che, in un modo o nell’altro, il tuo nome verrà sempre accostato a quello di questi noti personaggi. Voi mi direte, in che modo? Beh è semplicissimo: quando un artista emergente scrive qualcosa, deve sempre e comunque assomigliare secondo la testa bacata dei critici a qualcuno famoso. Non è proprio possibile risultare originale oggi. Quante volte avrete sentito:”Assomiglia a questo o a quello oppure questa melodia è simile a quella di Xpallino.” E magari il tipo che ha avuto la malaugurata idea di scrivere manco lo conosce Xpallino. Sono d’accordo sul fatto che ormai nessuno si inventa niente ma non stiamo sempre lì, pronti come falchi, a scopiazzare qualcuno e qualcosa. Vi assicuro che anzi gli emergenti ci stanno molto più attenti per paura di essere soggetti a critiche. Non possiamo invece affermare altrettanto di artisti noti che scopiazzano da una vita in maniera plateale ma nessuno si permette di far notare loro questo. sanremoA mio modesto avviso, non si deve mistificare e nemmeno massacrare! Non parliamo poi delle radio e soprattutto delle case discografiche. Al suono dei soldoni decidono qual è la merda da produrre e si chiedono sempre se quella merda vende. A tavolino si decide che l’arte non conta. Il dio denaro sceglierà per tutti noi!

 

Vi allego sotto il link di una mia intervista dove parlo appunto di canzone d’autore e case discografiche. Ringrazio il buon Paride Travaglini che, di fronte ad un appiattimento culturale generale,  ha ancora voglia di formulare domande interessanti!

 

http://www.ilquotidiano.it/articoli/index.cfm?ida=20086

 

 

postato da: andreapapetti alle ore 13:54 | Permalink | commenti (22)
Commenti
#1   15 Luglio 2007 - 17:34
 
Caro Andrea, a parte quello che scrivi e con cui concordo pienamente, è l'immagine di Sanremo la cosa più eloquente del tuo post!!! Quel triste spettacolo, a mio avviso, è la rovina della musica italiana. Difficilmente ho visto "arte" su quel palco...ma quasi sempre "prodotto". E' una competizione fra case discografiche...a discapito della qualità. Ok, a volte qualche eccezione...
ma è ben poca cosa.
Ma poi, anche il concetto di competizione è orrendo!!! Il "prodotto confezionato" può competere, non l'arte!!! Io la vedo così...
mi raccomando Andrea, cerca di evitare quel palco...sono sicuro che ce la farai ugualmente ad entrare nei cuori di chi ha sete di emozioni vere.
Buon lavoro...
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#2   15 Luglio 2007 - 19:38
 
Eh eh, pensieri e argomenti comuni, di cui parliamo spesso. Un post da sottoscrivere in pieno. Siccome però amo sempre alimentare la discussione, dico a Gianni che invece io auguro molto ad Andrea di partecipare un giorno (oltre ovviamente soprattutto a manifestazioni più consone a ciò che fa, come Premio Tenco, Premio Ciampi, o anche Musicultura, premio Lunezia eccetera) ANCHE di andare a Sanremo. Sanremo sfrutta gli artisti? Ma anche l'artista sfrutta Sanremo, facendosi una pubblicità che non ha eguali. Si tratta di vendersi? Bah... nessuno ti ha chiesto l'obbligo di iscriverti a Forza Italia o cose del genere, sennò non se ne parla neanche. Ti chiedono solo di partecipare a un baraccone in cui però TU RAPPRESENTI TE STESSO, non altri artisti. Quindi, nel momento in cui posso essere me stesso, su un palco, per tre minuti, io credo appunto che non sarei falso o ipocrita a stare lì. E' molto più falso incidere canzoni commerciali pur di vendere. E' molto più falso portare a Sanremo canzoni in cui si crede pochissimo, perché sono "sanremesi". Ma quando dovessi portare qualcosa in cui credo fermamente, dov'è il problema???? Se tutti il resto è un baraccone di imbecilli, chissenefrega? Ma perché, non credete che di baracconi di imbecilli ce ne siano anche tantissimi, in giro. Il mestiere e la passione di chi fa musica dovrebbero portare qualsiasi artista a prendere al volo occasioni che facciano diffondere il più possibile ciò che si fa. Tra l'altro io vedo questo anche come un bene "per la musica", perché in qualche modo "contamina" di cose buone anche i baracconi insulsi. Ad esempio, i discografici di Simone non volevano assolutamente portare a Sanremo quel testo impegnato e poetico. Volevano la canzoncina più leggera. Per fortuna Simone si è intestardito.

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#3   15 Luglio 2007 - 22:58
 
Sanremo, praticamente non l'ho mai guardato, una settimana di paralisi nazionale, erano sufficienti 2-3 giorni d'altri tempi, la musica e le parole globalizzate per il tritatutto dei media, dalle radio alle tv a tema, se un qualsiasi artista ha dei numeri, furbescamente deve prostituirsi a determinati clichet, altrimenti si rimane di nicchia in qualche disco-club.

Proprio oggi, ho dato rilievo ad un articolo del financial times, a riguardo della mercificazione di tette e culi in tv,dall'estero ci definiscono strane bestioline dedite al silicone, da costruirsi o da strizzare, siamo manco piu' alla frutta ed il caffe' e' stato servito da un pezzo.

Dicono che dopo tempi bui,arrivera' gradatamente la luce, ma sto tunnel e' ben lungo.

Ciao e buona settimana entrante, vado a guadagnarmi la pagnotta.

Charlie.
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#4   15 Luglio 2007 - 23:38
 
...caro Luigi, immaginavo la tua reazione. Abbiamo gia avuto modo di disquisire sull'argomento. Ti dico solo che ci sono tanti canali per raggiungere la gente e che quello di sanremo, per me...è un "canale di acqua sporca"...come quasi tutto quello che scorre in TV (motivo per il quale, come sai, ho smesso di guardarla). Altrimenti, ragioniamo come Machiavelli, quando sosteneva che "il fine giustifica i mezzi". Se so che la macchina sanremese è marcia (e lo sappiamo tutti) io non me la sento di "utilizzarla" per trarne vantaggio personale. E così per ogni altro ambito.
Ma è una mia opinione. Se è un tuo desiderio partecipare a Sanremo, in un futuro prossimo, io farò il tifo per te....stanne certo (ma non te lo auguro, sarei un falso)
Ma non chiedermi di cambiare opinione al riguardo, perchè lo sai...è fatica sprecata. Ci sono artisti in Italia, amati e stimati, che riescono a portare a casa la pagnotta, senza esser dovuti andare a competere in nome di una casa discografica. Tu sai quale è stato il mio percorso musicale, le scelte che ho fatto e i compromessi che non ho digerito...come posso essere d'accordo con te?
Presumo che avremo modo al più presto di perderci in questa interessante conversazione...senza intasare la pagina dei commenti del caro Andrea ;-)
A presto...
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#5   16 Luglio 2007 - 03:00
 
Sanremo da sempre è stato il palcoscenico dei falliti. Chi non riusciva a vendere era costretto a farsi pubblicità percorrendo il famoso teatro dell’Ariston. Oggi per essere qualcuno sei costretto a prostituirti. Senza televisione non esiste riscontro. E quale occasione migliore di sanremo per metterti in mostra? Se poi canti schifezze che problema c’è. Imbecille sì, però famoso…
Le case discografiche decidono quali canzoni sono più adatte per lo spettacolo degli orrori. Tu non decidi niente. Sei un semplice prodotto!
Non sono d’accordo con te Luigi proprio per quanto ho scritto sopra.
Tu non decidi nulla.
Perché devo esibirmi cantando delle stronzate? Premesso che non amo la competizione se uno potesse scegliere pure pure…ma fidati non è così.
Tra l’altro non è così facile andare a sanremo. O hai grossi agganci o paghi qualche euro.
E poi i più grandi non sono andati, guarda De Andrè, De Gregori, Guccini e tanti altri...un motivo ci sarà? Concludo dicendo che se uno fosse libero di cantare ciò che vuole potrebbe anche essere una soluzione, ma con la merda che circola oggi in quest’ambiente sanremo andrebbe abolito.
Vi lascio con uno stralcio di testo di una mia canzone proprio contro saremo.

…………….
E’ inutile inventare
Sogni e ballate
È inutile viaggiare
Su regie dimenticate

La strada del successo
Un uomo giacca e cravatta
Ti consiglia il suo talento
E gioca la sua matta

Spara in bocca all’arte
Presentando canzoni
Non importa che sian belle
Si vince coi soldoni

Incollati al teleschermo
Alla primavera musicale
Il festival degli orrori
Inciampa sulle scale

Un teatro di commercio
Presentatore e fiori
Ma è grigia la nostra musica
Senza veri cantautori

La musica è finita
Gli amici se ne vanno
A bere per la strada
Aspettando il nuovo anno

Prenderò una chitarra
Ed inizierò a tracciare
Accordi di fumo
Speranze da calpestare
Parole alla deriva
Naufragi d’amore
………………….
(da “Ballata dei fiori falsi)
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#6   16 Luglio 2007 - 22:32
 
Ma questa ultima strofa io già l'ho sentita... in un'altra tua canzone! E' possibile? Hai fuso i due testi? Non ricordo bene.
Bella, bella!!!
Comunque mi pare di essere stato molto chiaro: andrei a Sanremo solo se (come successo a Simone, quindi vedi che può accadere!!?) porto quello che dico io. Mi pare ovvio. Perché a me piace essere me stesso, non un falso burattino in man a qualcuno. Se non sarà possibile, chissenefrega, ci rinuncerò. Qual è il problema?

PS: sono in parte stupito, però, da quel che scrive Andrea, perché mi pare che almeno su Pippo avesse cambiato idea ed era d'accordo con me che occorresse giocarsi anche la carta Sanremo. Anche Pippo infatti aveva vinto questa sua ritrosia, almeno stando a ciò che mi aveva detto a Pegognaga.
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#7   16 Luglio 2007 - 23:22
 
Luigi non sono contro Sanremo. Sono contro quello che c'è dietro. Se uno è libero di dire ciò che vuole bene altrimenti...
Simone ha potuto partecipare con "Ti regalerò una rosa" solo perchè era già conosciuto e si è imposto.
Uno che partecipa nella categoria giovani è soggetto alle disposizioni della casa discografica.
Hai già ascoltato una strofa perchè erano due canzoni collegate tra loro.
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#8   17 Luglio 2007 - 03:22
 
Il cantautore oggi..sarebbe bello ora poter ridefinire tale concetto a distanza di anni e di tante storie che si sono intrecciate dietro a questi poeti della musica ...penso però che la difficoltà stia proprio nell'affermare l'assoluta staticità del ruolo svolto da tale figura ...cio che era ieri lo è oggi. A prescindere dal discorso sanremo che personalmente è concepito come un normalissimo show televisivo e niente piu (qui si che negli anni il ruolo è cambiato), mi piacerebbe riflettere inanzitutto sulla facilità con la quale si riesca a definire cantautore gia soltanto chi mettendo assieme parole poco pesanti e accordi troppo poco dissonanti vuol per forza apparire come tale . Essere cantautori storicamente vuol dire essere portatori di un messaggio, di un'idea, un'emozione, di uno stato d'animo che grazie ad una magica miscela di suoni riesca a pervadere cuore e cervello di chi ascolta; essere cantautori vuol dire essere attori dei propri sentimenti.. musica, parole e teatro. Sono sicuro che è molto difficile trovare chi puo soddisfare tutti questi requisiti, soprattutto se andiamo a pescare in radio o tv...mi spiace affermarlo ma purtroppo viviamo in una società che ci rispecchia perfettamente, cio che ci propinano è cio che abbiamo sempre voluto, senza pero contare che il non pensare ci ha reso schiavi. Almeno prima eravamo liberi di esserli. Oggi non abbiamo piu chi ci rivela delle "verità assolute" con una chitarrina da quattro soldi. Oggi le verità dobbiamo riuscire a tirarle fuori dal disordine della nostra incoscienza.
Il cantautore scopiazza? male. Il cantautore si ispira a ..? bene, anzi normale. Siamo giunti dove siamo grazie all'esperienza di chi ci ha preceduto, nella musica vige la stessa regola e quindi apprendiamo e innoviamo...Eppure caro Andrea io sto ancora cercando quel tuo brano che tanto assomigliava a "l'anno che verrà"...titolo di cattivo auspicio proprio all'autore dell'affermazione, dissonante come dire:..un giorno...chissà..
Nicola.
utente anonimo

#9   17 Luglio 2007 - 03:46
 
Direi che Nicola ha sintetizzato molto bene la figura del cantautore e come negli anni tutto sia mutato.
Ecco a cosa serve un blog. Ci stiamo confrontando su un tema così importante quale l'appiattimento culturale e di conseguenza musicale.
E' importante esprimersi e dire almeno tra noi come stanno le cose.
Il tuo commento caro Nicola mi ha toccato. Complimenti!
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#10   17 Luglio 2007 - 03:52
 
Speriamo che Nicola scriva ancora, mi è piaciuto tantissimo. Attendo altre riflessioni, sei da ammirare.
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#11   17 Luglio 2007 - 21:56
 
Devo dire che condivido pienamente l'analisi sul cantautorato moderno che hai fatto, Andrea; vorrei solo soffermarmi sulla vicenda Sanremo. Ecco, ... non so come dire...; mbe, io sanremo lo vedo quasi ogni anno (anche se non tutte le serate); lo vedo non perchè mi lasci affascinare dai vari Masini, D'alessio, pausini e altri che comunque rispetto (chiunque - anche se in modo semplice - riesce a generare emozioni positive nel pubblico, va rispettato). Oggi in televisione viene trasmessa così poco musica live che ogni volta faccio il possibile per vederla, anche quella di sanremo. Certo non credo alla gara; sono convinto infatti che non "conta chi canta", ma "canta chi conta" e sopratutto vince chi conta. Poi è stato carino quest'anno veder suonare dal vivo la band di Daniele Silvestri; è stato bello vedere la performance teatrale di Cristicchi, ecc.
utente anonimo

#12   18 Luglio 2007 - 00:41
 
Caro utente anonimo,
è ovvio che sono d'accordo con te.
Hai visto dal vivo...in che senso? Eri presente in teatro?
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#13   18 Luglio 2007 - 00:57
 
No Andrea, l'anonimo intendeva sicuramente che non si vede ormai tantab musica dal vivo iin TV. Credo che l'anonimo non fosse a teatro.

Il pensiero espresso dall'anonimo è identico a quello del mio amico Luigi Nico. Ehi Luigi, sei tu? Comunque firmatevi, non scordatevelo!
Io sono d'accordo con l'anonimo.
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#14   18 Luglio 2007 - 09:11
 
Si scusate, ero io; ho utilizzato un computer diverso.
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#15   18 Luglio 2007 - 09:18
 
Luigi, ma tu ormai mi riconosci ovunque..
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#16   18 Luglio 2007 - 13:34
 
questa cosa è fantastica: ti ha riconosciuto al volo eheheheh
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#17   19 Luglio 2007 - 08:27
 
...eh eh, Luigi (Mariano) è uno "attento ai particolari"!!! ;-)
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#18   21 Luglio 2007 - 16:55
 
su Sanremo sono d'accordo con Donnigio e sul cantautore sottoscrivo la definizione di Nicola. visto che sintesi?! Sanremo è sempre stato così, dalla notte dei tempi: uno show televisivo sotto l'egida delle case discografiche. Secondo me, non si può contestare un sistema - immutabile - e legittimarlo andandoci, che tanto "resto me stesso". Nessuno si infila nella merda e ne torna fuori lindo e pumito. Manco con lo scafandro. Il fine non giustifica i mezzi, i mezzi sono parte del fine, forse addirittura l'essenza stessa del fine
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#19   23 Luglio 2007 - 15:40
 
...BEN DETTO SEBASTIANO!!! Nessuno si infila nella merda e ne torna fuori lindo e pulito..e soprattutto, a volte siamo solo bravi a parlare, ma nei fatti poi...ognuno si fa gli interessi suoi, nascondendosi dietro il "resto me stesso". IL FINE, come ho gia detto, NON GIUSTIFICA I MEZZI!!!! Punto!
Boicottiamo Sanremo...e usciamo, andiamo nei localini ad ascoltare i musicisti che non hanno visibilità, ma tanto da "dare" e da "dire"...
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#20   23 Luglio 2007 - 23:09
 
E come la pensate sul fatto che un artista emergente viene sempre e comunque massacrato perchè non ha un nome di rilievo? E ancora...come la pensate sul fatto che un cantautore debba sempre scopiazzare ed essere quindi un stereotipo di un artista famoso?
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#21   26 Luglio 2007 - 23:06
 
...a questa domanda non c'è una risposta, o perlomeno, io non saprei darla. Ti posso però raccontare la mia esperienza. Anni fa avevo un gruppo a Bologna, i ROSALUNA, con il quale ho inciso 2 dischi usciti regolarmente nei negozi. Ovviamente non avevamo un genere nostro...o perlomeno, per chi ci ascoltava, eravamo tutto e il contrario di tutto. Ci hanno paragonati ai Modena city...alla Banda Bardò, al Parto delle nuvole pesanti...e tanti altri. Anche le canzoni, singolarmente, erano canzoni di altri. E che dire...addirittura la voce (che poi ero io) era quella di tanti altri...ma niente di originale. Sembra che l'originalità se la sia beccata solo chi è venuto prima...e a noi, non resta altro da fare che ...copiare!!! Il tutto ha un qualcosa di macabro...al punto che oggi, suono solo in cover band, collaborazioni e colonne sonore, stanco di essere etichettato, nonostante sia ancora convinto di essermi sforzato negli anni di tirar fuori..."la mia musica e non quella di altri, che a volte...neanche conoscevo".
Riguardo all'emergente massacrato, è una dura regola che riguarda ogni forma d'arte...e non solo. E poi, a parte tutto, ci sono così tanti creativi di qualità a questo mondo (oltre ad una infinità di mediocri presuntuosi) che sarebbe un po' impensabile dare visibilità a tutti... un bel problema, direi. In Italia, un po' più grave!!!
Ciao Andrea, spero di ascoltarti al più presto dal vivo.
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#22   27 Luglio 2007 - 02:58
 
Hai fatto direi un bel riassunto su ciò che avviene in Italia.
Forse è il caso di andare a suonare in Francia o in Svizzera.
Un abbraccio
A.
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Commenti

categoria:musica, riflessioni