martedì, 20 maggio 2008

Andreafilm4Anche quest’anno ho voluto partecipare alla manifestazione nazionale antimafia dedicata a Peppino Impastato tenutasi a Cinisi l’8-9-10-11 maggio. Sono 5 anni di fila che non posso fare a meno di visitare il paese di Impastato e del capo mafia dell'epoca Badalamenti.

La prima volta fu nel 2004 dove a sorpresa venni contattato dai compagni di Peppino e Giovanni Impastato per suonare in piazza. Fu un’emozione indescrivibile. E’ stato il mio debutto come cantautore in un palco pesantissimo. La paura di sbagliare era tanta ma alla fine l’esibizione fu abbastanza precisa. Ma l’emozione più grande fu suonare “L’uomo della verità” davanti alle telecamere (documentario di Gregorio Mascolo) e soprattutto davanti alla mamma di Peppino Felicia Bartolotta.peppino

Mi ricordo che piangendo mi abbracciò dicendomi: “Mi raccomando quando ti capiterà di suonare in giro ricorda sempre a tutti il sacrificio di Peppino; me lo hanno ridotto ad un mucchietto di ossa”.

Non solo ho sempre chiuso i miei concerti con “L’uomo della verità” ma ho fatto anche di più: ho fondato assieme a qualche amico un’associazione che porta il nome del nostro grande eroe. Promessa mantenuta!

Nel 2005 ho avuto l’onore di tornare a Cinisi a suonare in una 3 giorni carica di appuntamenti culturali e di personaggi famosi.

C’erano i Modena City Ramblers, Pippo Pollina (con il quale ho legato particolarmente), il Collettivo Peppino Impastato e Marco Travaglio.

Anche quella volta c’era una piazza piena a coccolare noi “artisti” (sicuramente loro più di me ehehehe) e ad intonare la frase storica che accompagna fedelmente ogni anno questa stupenda manifestazione:”Peppino è vivo e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno mai!”. Da brividi!

Quest’anno sono tornato a Cinisi come spettatore e come sempre è stato stupendo vedere la solita folla di anime stringersi attorno a Peppino e alla sua vicenda. E’ meraviglioso constatare inoltre che in una terra così fertile per la mafia nasca un’accesa e rigorosa antimafia. Del resto è proprio in Sicilia che hanno avuto azione Falcone, Borsellino, Rizzotto, Don Puglisi e tanti altri. Ritornando al discorso manifestazione, ho avuto occasione di riabbracciare Pippo e i compagni di Umanità Nova e di fare finalmente la conoscenza di Ennio Salomone. Come sempre è stata un’esperienza di grande arricchimento culturale ed umano. Spero di essere presente anche il prossimo anno perché la terra di Peppino e soprattutto la sua storia non siano solo pagine ingiallite di giornale ma presenti sempre nei nostri occhi, nelle nostre orecchie, sulle nostre bocche.Funerale_di_Peppino

 

 

L’UOMO DELLA VERITA’

 

Questa è la storia

di un eroe siciliano

che ha distrutto l’omertà

con la voce e la sua mano

 

era il settantotto

e la mafia governava

ma non il nostro Peppino

che la testa non chinava

 

Cinisi distrutta

dai politici corrotti

don Tano e i suoi amici

e da silenzi troppo forti

 

da Radio Aut

i nomi uscivano taglienti

ad ammazzare i cani

con l’odio fra i denti

 

Peppino Impastato

Peppino Impastato

 

L’indifferenza è il male

e ha divorato ogni colore

che Peppino dipingeva

sulle pareti del dolore

 

l’hanno ucciso senza pietà

perché aveva capito

che è impossibile tacere

davanti a chi bacia per un rito

 

hanno anche provato

a infangarne la memoria

a distruggere il ricordo

la persona e la sua storia

 

ma non si può insabbiare

per sempre la grandezza

di un uomo coraggioso

morto per protesta

 

Peppino Impastato

Peppino Impastato

 

Quante bandiere rosse

piangevano nel cielo

a salutare un combattente

senza armi sul sentiero

 

i pugni erano chiusi

a segnare la libertà

ad accompagnare nel viaggio

l’uomo della verità

 

Peppino Impastato

Peppino Impastato

 

Peppino Impastato

Peppino Impastato

 

 

 

 

postato da: andreapapetti alle ore 21:10 | Permalink | commenti (9)
Commenti
#1   20 Maggio 2008 - 21:43
 
..sarà quel forte profumo di zagara che ti avvolge ogni volta che scendi dall'aereo..o il caldo penetrante di quella tumultuosa terra..oppure ancora, respirare l'emozione di un silenzio un po costretto..insomma questa sicilia dalla quale non riusciamo a staccarci è diventata per noi un nodo ormai non solo culturale, ma sopratutto il riposo e la decantazione di tante esperienze e piacevoli ricordi...baciamo le mani..
AmicoNic.
utente anonimo

#2   21 Maggio 2008 - 19:42
 
Post interessante come sempre.
Non bisogna assolutamente dimenticare Peppino e le sue gesta.
Grazie per l'uomo della verità, intensa e tagliente.
Baci
Francy
utente anonimo

#3   22 Maggio 2008 - 02:08
 
Baciamo le mani Don Nic:)
Sempre commenti interessanti...peccato che parli poco come i mafiosi hihihi

Francy tu sei sempre il top:)

Un abbraccio ad entrambi
A.
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#4   23 Maggio 2008 - 00:08
 
che emozione aver suonato e cantato con te ''senza trucco''..adesso tocca a me salire a S.Benedetto..eheh..un abbraccio Ennio
utente anonimo

#5   24 Maggio 2008 - 11:47
 
Caro Ennio,
è stato bello anche per me. Sei veramente un bravo cantautore nonostante i tuoi soli 21 anni:).
Per San Benedetto ci conto:).
Un abbraccio
A.
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#6   27 Maggio 2008 - 17:07
 
Il pregio-difetto di Andrea uomo è non amare le mezze-misure, le mezze verità, i mezzi sentimenti, i mezzi valori, i mezzi ideali… Vive intensamente, pagando di suo, lo scotto, di essere pienamente coinvolto in quello che sente.
Chi lo vede e lo vive soltanto attraverso le sue canzoni, come artista, percepisce comunque che come direbbe Foscolo è una persona dal “forte sentire”. E paga dazio e pegno anche per questa sua sensibilità. Sempre.
Non ha mai amato la mediocrità senza macchia, quella, per intenderci, che fa rimanere sempre a galla e ad ogni costo, il perbenismo, il savoir faire, il perfezionismo del “so-tutto-io” e del “ci-penso-io”.
Ama piuttosto quella Mediocrità con la M maiuscola, quella degli ultimi, degli umili, degli emarginati e degli indifesi, dei disillusi, degli incazzati e dei depressi, di chi sbaglia e continua a sbagliare ma non rinuncia all’utopica speranza di un riscatto… Quell’esercito in cui, nessuno può o potrà dire di non esservi mai stato arruolato, ma di cui, per convenzione o convenienza, tutti tacciono l’arruolamento agli altri, alla società e, spesso, lo negano finanche a se stessi.
Ma l’Andrea Papetti cantautore non è diverso dall’Andrea Papetti uomo.
Forse, è più riservato e pudico celandosi nel velato ermetismo dei versi musicali, ma non meno incisivo.
Anzi è ancora più tagliente perché squarcia con la lama radente dei versi, il suo io, il nostro io, realtà degradate e strade poco trafficate, con gli occhi e le scarpe di chi non vuole edulcorare, compatire e commuovere, o semplicemente descrivere….
Non darebbe mai ai suoi testi un taglio che sia agiografico o puramente celebrativo. Non è nella sua indole, non è mai stato un poeta di corte o un ritrattista. Squarcia sempre la tela dell’ipocrisia e dell’apparenza con il talento di chi dosa ed osa, nell’irriverente pudicizia del verso in musica, l’arguzia e la forza prorompente della denuncia, della protesta, di chi non sa trattenersi dal mettere in luce, quel che c’è di oscuro, di ingiustamente posto ai margini dal sozzo pregiudizio e dalla convenienza marcia dei benpensanti.
E questo accade sia quando rende giusto omaggio ad un uomo comune come Impastato che si immola in una delle innumerevoli, meritorie ed eroiche espressioni di una terra e un popolo, quelli siciliani, mai totalmente defraudati della propria identità e coraggio dalla piaga purulenta della mafia, sia quando in altre situazioni e in altri contesti, soltanto in apparenza meno impegnati, civilmente ed umanamente, affronta il dolore di un amore finito, di un affetto mancato, di ingiustizie subite, di melanconie mai sopite, di piccole meschinità e grandi speranze, sogni, paure, solitudini, prigioni dell’animo e non… Sue, nostre, e dei nostri fratelli più piccoli, quelli che il Nazzareno, chiamava gli “ultimi”…
Andrea è così… Prendere o Lasciare…
Un po’ come l’albatro di Baudelaire…

“....... Il poeta assomiglia al principe dei nembi
Che abita la tempesta e ride dell’arciere;
Ma esule sulla terra, al centro degli scherni,
Per le ali di gigante non riesce a camminare......”

Non gliel’ho mai detto, non gliel’ho mai scritto… ora lo sa, ma per fortuna non sa chi sono…

utente anonimo

#7   27 Maggio 2008 - 20:03
 
cara/o anonima/o del messaggio #6,
non so se quello che hai scritto rappresenta la realtà ma non posso che ringraziarti e abbracciarti forte.
Penso che tu mi conosca molto bene e il fatto che non abbia il coraggio di firmarti non è per me un problema.
Spero però che continuerai silenziosamente o non a far parte della mia vita. Probabilmente non merito quello che hai scritto, ma è bello sapere che qualcuno ha cercato di analizzarmi così a fondo.
Grazie di cuore
A.
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#8   16 Giugno 2008 - 14:10
 
Caro cantautore, solo oggi faccio qui un salto sul tuo blog dopo quasi venti giorni. E leggo la tua risposta.
Non so se ti conosco bene. Non si finisce mai di conoscere bene sè stessi, figuriamoci un'altra persona, per quanto la si possa frequentare, conoscere, e scrutare. Quello che so, e l'unico indizio che posso darti è che fra noi sarà sempre guerra e pace, come in passato... ma quello che conta, in Amicizia come in Amore, è la capacità di perdonarsi, di superare le difficoltà, le rabbie e i rancori del momento, i dubbi e le perplessità del passato, le impulsività, le insicurezze e i vuoti interiori. Non è facile, e spesso in balia delle nostre tempeste e dei nostri dolori facciamo male a noi stessi ed agli altri. Ma senza il perdono e la misericordia, non siamo nulla. Senza aver la capacità di ricominciare, ogni santa volta che Dio manda in terra. Magari anche con le stesse persone, con il timore di incappare negli stessi errori. E più siamo in grado di perdonare, anche ripetuti errori, e più siamo in grado di accettarci e crescere. A costo anche di sembrare fessi. Ma la furbizia, l'astuzia e il calcolo non hanno mai fatto parte della valigia dell'animo sensibile. L'animo sensibile paga già di suo lo scotto di ansie, dolori, ferite, errori e rimpianti che lacerano costantemente le sue carni... E la furbizia è un "lusso" che non può permettersi e che non vuole permettersi... Costa troppa osservazione della realtà e diffidenza. E l'animo sensibile non sacrificherebbe mai per la realtà e la diffidenza quello che vede con gli occhi del cuore.
E la persona sensibile commette sempre molteplici errori, come è pronto, magari col tempo, ma sempre e comunque, capace di perdonare anche i torti più grandi.
Perchè soffre e sa cosa significa soffrire e veder soffrire.
Pavese diceva... "Ci hanno insegnato a camminare ma non ci hanno insegnato il mestiere di vivere"... Lui sentendosi così inadeguato all'Amore e ai rapporti umani, nel testimoniarci la sua "inettitudine" ci ha lasciato non soltanto pagine memorabili ma anche un grande insegnamento per il "mestiere" della vita... L'inettitudine, la debolezza, l'insicurezza, come segno tangibile della vera grandezza dell'uomo.
Anche qui il Nazzareno aveva detto la sua, andando a viversi la vita in mezzo ai peccatori, e non ai belli ricchi, puliti e a quelli che non sbagliano o credono che l'errore sia macchia incancellabile... ma credo che anche tu con le tue canzoni, nel tuo piccolo, faccia la stessa cosa e ce ne dai testimonianza. In bocca a lupo e continua così...
Non sei perfetto, non sei neppure il migliore fra gli uomini. Ma quello che sei, basta ed è l'infinito per il "migliore" degli amici e per la "migliore" delle donne... Sei comunque fuori classifica per chi ti vuole bene e per chi ti ama. Quindi sii felice di essere ciò che sei, anche con le tue contraddizioni o quel che di meno ti piace di te stesso e ti accorgerai che l'analisi che ti ho fatto, non è altro che una foto sbiadita del grande affresco che realmente sei umanamente.
Ti abbraccio e ti auguro le migliori cose per i prossimi giorni... E coltiva il tuo fiore, giorno per giorno, con la gioia segreta e soprattutto la pazienza, di vederlo crescere bene e la segreta speranza di vederla felice, con te o senza te...
Sai, il mio fiorellino l'ho calpestato tante e tante volte che oggi ho persino paura che un mio sguardo possa ulteriormente ferirlo... e mi accontento di guardarlo crescere da lontano, di carezzarlo semplicemente con lo sguardo, nell'intima speranza che un domani (che forse ci sarà o non ci sarà, ma non è questo veramente importante) io possa essere un buon giardiniere che possa accudirla e proteggerla, come fino ad ora non sono stato e chissà fino a quando non sarò capace di essere...
Per oggi e fin quando sarà, mi accontento senza pretese di poterla guardare da lontano, avvicinarmi un pochino quando le tempeste ed i venti si innalzano... ma senza farle pesare la mia ombra, o le mie manacce di orco che già fin troppe volte l'hanno oppressa e maltrattata... mi accontento di accompagnarla per come potrò nel cammino della vita, con discrezione e passo tenue sulla neve della sua anima... fin quando non sarà in grado di decidere o vedere con gli occhi del cuore, se, dietro questo orco che l'ha tanto calpestata possa esserci un buon ed onesto giardiniere, o soltanto un orco scemo ed incapace che ha, comunque, come suo unico e più grande desiderio la felicità del suo fiore, con lui o senza di lui.
In ogni caso, e questo è veramente importante per me, mi auguro che possa trovare un giardiniere degno di lei che se la merita e si prenda cura, un domani e per tutta la sua vita, dei suoi dolci e delicati petali e del suo fragile stelo.
Forse il fiorellino non capirà... crederà di essere stato abbandonato una volta di più, ed ulteriormente calpestato... ma il mio passo silenzioso sarà sempre e comunque accanto a lei... Perchè anche quando la carne e la mente la inganneranno e la avvolgeranno in atroci dubbi e solitudini, io le sarò sempre vicino col cuore e col pensiero... e se vorrà, in qualche modo potrà sempre rintracciarmi... e sempre e per sempre, dalla stessa parte mi troverà... anche se non sarò mai un giardiniere adeguato a proteggerla come merita... Io nella sua vita in qualche modo ci sarò...
Ma solo nella sua piena felicità, con me o senza me, io potrò trovare totale e pieno appagamento nel cammino della vita. E anche se questo cammino richiede gambe forti e bisaccia capiente, come io umile viandante non ho, fra le tante paure, dubbi ed angosce che attanagliano, il cammino di ciascuno di noi, e ovviamente e soprattutto il mio... saperla realmente felice, sapere che sta bene, che è pienamente soddisfatta di sè, della sua vita, di quello che fa, di quello che è, per me è motivo ulteriore di non interrompere il cammino, di rialzarmi nonostante le cadute, nonostante le sofferenze, le difficoltà e l'atroce dolore di proseguire la mia strada non avendo lei accanto e sapendo di non essere stato capace di accudirla come meritava, o in grado di amarla come andava amata.
Saprò superare il dolore di non essere stato buon giardiniere soltanto quando il mio fiorellino avrà sanato le ferite della sua anima e con me o senza me, avrà trovato il suo giardiniere. Sarò io? Non sarò io? Non è questo importante.
Saperla serena sarà sempre comunque un buon motivo per rialzarsi dalle cadute con un sorriso e anche di proseguirlo con rinnovata forza nel ricordo del suo profumo e nella consapevolezza che sia davvero profondamente felice, con me o senza me. L'importante è che lei, il mio fiorellino, sia tranquilla e felice. E' quella la vera medicina per la mia anima. E' quella il regalo più grande che vorrei dare alla sua anima... E' quello il desiderio più grande che vorrei esprimere.
In bocca a lupo per tutto, cantautore!

Florentino Ariza

P.S. Visto che mi dici che non ho il coraggio, e sono moolto permaloso, mi firmo.... Tiè!! ;-) Ihih
utente anonimo

#9   16 Giugno 2008 - 19:48
 
Carissimo Florentino,
purtroppo c'è poco da fare. Ancora una volta ho avuto la certezza che l'aspetto fisico e il sesso contino sempre più del rapporto mentale/umano. C'è poco da aggiungere sono molto deluso dalle persone che frequento.
Baci
A.
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categoria:musica, riflessioni, antimafia