lunedì, 13 agosto 2007

leconseScusate la mia assenza ma è periodo di ferie…d’estate non ho mai voglia di fare niente, neanche di scrivere:). E poi sinceramente in questo periodo ho dedicato più tempo alla mia pagina su myspace (www.myspace.com/andreapapetti).

 Se vi capita visitatela. Ho inserito, tra l’altro, degli stralci dei brani ufficiali del mio cd. Tutto definitivo, tranne la voce che va assolutamente rifatta. Oggi comunque in questo post voglio riparlare di cinema. Qualche mese fa mi sono imbattuto in un film, a mio avviso, grandioso: Le conseguenze dell’amore.le-conseguenze-dellamore

E’ un film stile francese, incentrato tutto sui dialoghi, movenze e sguardi dei protagonisti. Il regista (Paolo Sorrentino) ha descritto benissimo la vita annoiata di un uomo (Titta Di Girolamo) che vive in Svizzera da otto anni in un anonimo albergo e trascorre la propria esistenza tra la hall e il bar senza far trasparire nessunissima emozione. In questa pellicola vengono affrontati svariati temi, ma quello predominate è l’amore e il caso. L’amore o il pensiero stesso dell’amore può disintegrare il muro del silenzio e l’umano agire può percorrere strade indefinite. Poi il caso può decidere di aiutare o distruggere una determinata situazione o  addirittura la vita o la morte di un uomo. Detta così sembra una storia banale…ma cosa nasconde questo uomo? Lo scoprirete da soli e vi assicuro che non rimarrete delusi.

Titta Di Girolamo è interpretato divinamente da Toni Servillo…che grande attore! Ciao a tutti e a presto!

Vi lascio con una frase del film:

 

 Non bisogna mai smettere di avere fiducia negli uomini direttore,

il giorno che accadrà sarà un giorno sbagliato!

leconse2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: andreapapetti alle ore 15:22 | Permalink | commenti (13)
categoria:cinema
martedì, 24 luglio 2007

Dopo tanti post musicali, oggi ho deciso di rivelarvi la mia seconda grande passione: il cinema.

Ho deciso di descrivere un attore regista mai scontato ed unico nel suo genere, un vero poeta della macchina da presa: Francesco Nuti. nuti1Francesco è riuscito sempre ad emozionarmi trattando argomenti delicatissimi quali la difficoltà dei rapporti di coppia,  l’emarginazione dei carcerati, l’omosessualità e tanti altri, con sussurrata ironia e semplice complessità. Ha fatto, senza dubbio, la storia del cinema italiano scrivendo capolavori come “Io, Chiara e lo scuro”, “Casablanca, Casablanca”, “Tutta colpa del Paradiso”,  Stregati”, “Caruso Pascoski di padre polacco”, “Willy Signori e vengo da lontano”, “ Donne con le gonne”.

Purtroppo uno dei suoi ultimi film “OcchioPinocchio” ha segnato in maniera definitiva il declino artistico e morale di Francesco Nuti. E' riuscito poi a scrivere ancora qualcosina ma ormai il pubblico sembrava non seguirlo più e i produttori cinematografici hanno deciso di abbandonare la non più ricca pista Nuti. Gli insuccessi commerciali, l'alcol e la conseguente depressione hanno portato nuti2Francesco a svariati tentativi di suicidio. Oggi possiamo tranquillamente dire che Nuti è stato ed è un uomo abbandonato a se stesso.

Mi chiedo come possiamo dimenticarlo. Allora è vero che siamo qualcuno solo quando portiamo soldi.  Spero solo che i signorotti del cinema abbiano la capacità di uccidere l’oblio e di trovare la forza di investire ancora su questo grande regista che ha dato e sono sicuro potrà ancora dare tanto al nostro cinema.

FORZA FRANCESCO SIAMO CON TE!

 

postato da: andreapapetti alle ore 00:05 | Permalink | commenti (17)
categoria:riflessioni, cinema