lunedì, 30 giugno 2008

fabriziospaceNon vi sto a dire chi è Fabrizio Emigli visto che qualche mese fa gli ho dedicato un post. Però un cosa voglio dirvela: finalmente "Stelle in eccedenza" è in vendita. Ragazzi prendetelo e non ve ne pentirete! Garantisco io:). stelle in...Si può comprare sia fisicamente che il pacchetto intero in mp3. Ancora qualche giorno e sarà anche su I Tunes e sarà possibile acquistarne anche i singoli file. Non ve lo fate scappare! Il link per procurarsi il capolavoro di Fabrizio è il seguente:

http://cdbaby.com/cd/fabrizioemigli


 

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giovedì, 19 giugno 2008
infinitoE’ tornato il principe. Non so cosa volesse intendere con questa splendida canzone (mi piace pensare che parli di un amore finito) ma siamo di fronte ad un autentico capolavoro!
Mi perdo in questi versi e mi sembra di sfiorare “L’infinito”.
 
 
 
L’INFINITO
 
de_gregoriLascia che cada il foglio
Dove sta scritto il nome
Non ci si può bagnare per due volte nello stesso fiume
E' un riflesso sull'acqua
Una bolla di sapone
E alla fine del libro non c'è spiegazione

Ho viaggiato fino in fondo nella notte
E stava nevicando
E ho visto un grande albergo con le luci spente
E ho avuto un po’ paura
Ma nemmeno tanto
La strada andava avanti
Ed io slittavo dolcemente

Lascia che cada il foglio
Dove sta scritto il nome
E metti un palio
Al mio dolore
E non guardare il tempo
Il tempo non ha senso
Domani sarà tempo
Di cose nuove

Ho viaggiato fino in fondo nella notte
Senza guardarci dentro
Senza sapere dove stavo andando
E alle mie spalle il giorno
Si stava consumando
Ed ho provato un poco di tristezza
Ma nemmeno tanto.
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martedì, 20 maggio 2008

Andreafilm4Anche quest’anno ho voluto partecipare alla manifestazione nazionale antimafia dedicata a Peppino Impastato tenutasi a Cinisi l’8-9-10-11 maggio. Sono 5 anni di fila che non posso fare a meno di visitare il paese di Impastato e del capo mafia dell'epoca Badalamenti.

La prima volta fu nel 2004 dove a sorpresa venni contattato dai compagni di Peppino e Giovanni Impastato per suonare in piazza. Fu un’emozione indescrivibile. E’ stato il mio debutto come cantautore in un palco pesantissimo. La paura di sbagliare era tanta ma alla fine l’esibizione fu abbastanza precisa. Ma l’emozione più grande fu suonare “L’uomo della verità” davanti alle telecamere (documentario di Gregorio Mascolo) e soprattutto davanti alla mamma di Peppino Felicia Bartolotta.peppino

Mi ricordo che piangendo mi abbracciò dicendomi: “Mi raccomando quando ti capiterà di suonare in giro ricorda sempre a tutti il sacrificio di Peppino; me lo hanno ridotto ad un mucchietto di ossa”.

Non solo ho sempre chiuso i miei concerti con “L’uomo della verità” ma ho fatto anche di più: ho fondato assieme a qualche amico un’associazione che porta il nome del nostro grande eroe. Promessa mantenuta!

Nel 2005 ho avuto l’onore di tornare a Cinisi a suonare in una 3 giorni carica di appuntamenti culturali e di personaggi famosi.

C’erano i Modena City Ramblers, Pippo Pollina (con il quale ho legato particolarmente), il Collettivo Peppino Impastato e Marco Travaglio.

Anche quella volta c’era una piazza piena a coccolare noi “artisti” (sicuramente loro più di me ehehehe) e ad intonare la frase storica che accompagna fedelmente ogni anno questa stupenda manifestazione:”Peppino è vivo e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno mai!”. Da brividi!

Quest’anno sono tornato a Cinisi come spettatore e come sempre è stato stupendo vedere la solita folla di anime stringersi attorno a Peppino e alla sua vicenda. E’ meraviglioso constatare inoltre che in una terra così fertile per la mafia nasca un’accesa e rigorosa antimafia. Del resto è proprio in Sicilia che hanno avuto azione Falcone, Borsellino, Rizzotto, Don Puglisi e tanti altri. Ritornando al discorso manifestazione, ho avuto occasione di riabbracciare Pippo e i compagni di Umanità Nova e di fare finalmente la conoscenza di Ennio Salomone. Come sempre è stata un’esperienza di grande arricchimento culturale ed umano. Spero di essere presente anche il prossimo anno perché la terra di Peppino e soprattutto la sua storia non siano solo pagine ingiallite di giornale ma presenti sempre nei nostri occhi, nelle nostre orecchie, sulle nostre bocche.Funerale_di_Peppino

 

 

L’UOMO DELLA VERITA’

 

Questa è la storia

di un eroe siciliano

che ha distrutto l’omertà

con la voce e la sua mano

 

era il settantotto

e la mafia governava

ma non il nostro Peppino

che la testa non chinava

 

Cinisi distrutta

dai politici corrotti

don Tano e i suoi amici

e da silenzi troppo forti

 

da Radio Aut

i nomi uscivano taglienti

ad ammazzare i cani

con l’odio fra i denti

 

Peppino Impastato

Peppino Impastato

 

L’indifferenza è il male

e ha divorato ogni colore

che Peppino dipingeva

sulle pareti del dolore

 

l’hanno ucciso senza pietà

perché aveva capito

che è impossibile tacere

davanti a chi bacia per un rito

 

hanno anche provato

a infangarne la memoria

a distruggere il ricordo

la persona e la sua storia

 

ma non si può insabbiare

per sempre la grandezza

di un uomo coraggioso

morto per protesta

 

Peppino Impastato

Peppino Impastato

 

Quante bandiere rosse

piangevano nel cielo

a salutare un combattente

senza armi sul sentiero

 

i pugni erano chiusi

a segnare la libertà

ad accompagnare nel viaggio

l’uomo della verità

 

Peppino Impastato

Peppino Impastato

 

Peppino Impastato

Peppino Impastato

 

 

 

 

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martedì, 01 aprile 2008

Cari e care,

anche oggi voglio presentarvi un bravissimo cantautore: Ennio Salomone. Nonostante la sua giovane età (appena 21 anni) ha già scritto brani interessantissimi quali “Il ragazzo e la sua corda”, “Ora come allora”, “La mela”, “Con la falce ed il martello” etc. etc.. Ho avuto il piacere di scrivere con Ennio una canzone che si intitola “Senza trucco”. Penso che siamo riusciti a descrivere abbastanza bene l’amore vero, quello senza trucco, senza artifici. Per adesso è stata cantata solo da Ennio, ma non è detto che un giorno non presenti una mia versione. Un abbraccio caro Ennio e in bocca al lupo per la tua carriera!Ennio Salomone

 

www.myspace.com/enniosalomone

 

SENZA TRUCCO (A. Papetti/ E. Salomone)

 

Finalmente senza trucco

posso scalare i tuoi occhi

l’insicurezza, la tenerezza

 

geometrie di favole

lo stupore di chi

all’improvviso si scopre donna.

 

Posso scorgere il tremolio

del dolore in un sorriso

che fugge, si nasconde

 

occhi scintillanti

luce calda di sguardo

bellezza semplice

devastante

 

e il tempo sembra docile

un compagno premuroso

che non vuole scalfirla

 

è svanito l’incessante

ronzio del mondo

e adesso tutto tace.

 

Sei un cielo incerto d’autunno

cascata di sogni

a illuminare il viso

 

e adesso la tua dolce ingenuità

è nuda,impaurita

è sola.

 

Lo sguardo tocca la luna

ubriaco di notte

mangia le stelle

 

vertigini di labbra

dolce anarchia

di brevi emozioni.

 

Sei lì ferma immobile

e non stai ascoltando

ma non importa

io viaggio

 

mare, monti, deserti, città,

tristezza, gioia e poi

necessaria malinconia!

 

 

P.S. Un grazie particolare ad Enniuzzo per averla impreziosita cambiando, di sua sponte,  il termine “ferma” in “fermo”. La tua versione gay è fantastica ahahahaha

 

 

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martedì, 11 marzo 2008

Cari e care,musicultura

visto che siamo in tempo di elezioniJ, se vi capita votate Fabrizio e non ve ne pentirete. Penso proprio che adesso abbia bisogno del nostro sostegno. Spero possa vincere perchè è assolutamente il migliore presente  in "Musicultura". Un grazie anche a nome di Fabrizio!FABRIZIO musicult

(Fabrizio andrà in onda su Radio1, Rai news 24 e Rai international. Il pubblico potrà votare tramite televoto, chiamando il numero 163 400 seguito dal codice che settimanalmente verrà assegnato a ciascuno dei quattro artisti di volta in volta in gara "41, 42, 43, 44" con un apposito tagliando pubblicato, a partire dalla fine di marzo, su RADIOCORRIERETV")

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sabato, 23 febbraio 2008

fabrizio emigliOggi voglio parlarvi di un bravissimo cantautore: Fabrizio Emigli. Ho avuto l’onore di incontrare Fabrizio al Musicultura ed è come se ci fossimo conosciuti da sempre. Difficilmente mi capita di sentirmi così a mio agio con uno “sconosciuto” (o meglio una persona che avevo avuto modo di conoscere solo telematicamente e mai faccia a faccia).musicultura

Ieri mi ha telefonato per dirmi che ha superato le selezioni e la cosa mi ha veramente fatto piacere. Spero con tutto il cuore che riesca a farsi conoscere perché nessuno lo merita più di lui. Ma andiamo per un attimo indietro: la nostra amicizia è iniziata qualche mese fa, quando mi ha chiesto l’add su myspace e in seguito mi ha omaggiato del suo ultimo lavoro “Stelle in eccedenza”. Mi ricordo che ascoltai il cd in macchina e rimasi colpito al primo ascolto. Subito “Pregate per noi” poi piano piano tutte le altre (“Con tre gocce di aceto”, “Stelle in eccedenza”, “Fatemi baciare la sposa”, “Quanto mi dai” ecc ecc.).

Ciò che colpisce di più di Fabrizio è il suo modo di scrivere; assolutamente raffinato ed originale. Insomma senza troppi giri di parole siamo di fronte ad un grande artista e il suo cd merita tutta l’attenzione di questo mondo. Vi consiglio quindi di acquistarlo anche se, almeno per adesso, non ha una distribuzione e quindi potete solo ordinarlo nel suo sito ufficiale.

A proposito, una curiosità: molto probabilmente io e Fabrizio avremo la stessa etichetta di distribuzione…mi sa che era proprio destino che ci incontrassimo! Su questo però non aggiungo altro…top secret.:)stelle in...

Fabrì è stato bello conoscerti ed è per me un onore essere tuo amico. Continua così, stai andando alla grande.

 

www.fabrizioemigli.it

 

http://www.myspace.com/fabrizioemigli

 

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domenica, 27 gennaio 2008

FaberSono un curioso e come sempre accade, noi curiosi ci imbattiamo spesso in situazioni stupide o addirittura persone stupide. A volte se uno si fa una carrettata di cazzi propri evita di scivolare su tante stronzate. Ho ascoltato l’intervista di un tale che dichiara che non ama molto Faber perché sul palco risulta immobile. Di per sé la questione non merita assolutamente un post (anzi nemmeno una parola) ma scrivo per non dimenticare che la funzione del cantautore è di dare messaggi e condividere emozioni, non fare sul palco le piroette col culo. Come sta De Andrè sul palco è perfetto: parla il giusto e quello che dice è sempre assolutamente intelligente…e poi è originalissimo. E’ l’unico che si presenta seduto come se stesse cantando di fronte a dei cari amici. Uno può essere spigliato davanti alla gente ma se scrive delle minchiate rimane comunque un minchione…punto! Prendiamo De Gregori non è il massimo nei concerti ma non perché non si muove. L’unico problema è che risulta antipatico, anche se secondo me più che antipatico è schivo. E’ una persona estremamente timida e questo non l’aiuta a socializzare con il pubblico…ma nulla da dire su come sta sul palco. E anche se risultasse asettico, per quello che ha scritto, rimane sempre uno dei più grandi cantautori nella storia della musica italiana. Comunque dopo questo post ho deciso di dimagrire diversi chili perché al prox concerto ho intenzione di fare qualche numero di alta scuola con l’asta del microfono. Ma non vi svelo altro:). Vi lascio con la frase di un grandissimo che sintetizza bene questo post:

Bertoli 

…adesso dovrei fare le canzoni/ con i dosaggi esatti degli esperti/ magari poi vestirmi come un fesso/ per fare il deficiente nei concerti. (Pierangelo Bertoli)

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venerdì, 21 dicembre 2007

ultimo volo_copertinaHo comprato diverse copie dell’”Ultimo volo (Orazione civile per Ustica)”. Una l’ho gelosamente conservata per me ed inserita nella mia collezione di cd; le altre le regalerò per natale a qualche caro amico. Ero presente il 27 giugno a Bologna ed ero rimasto assolutamente colpito dall’opera di Pippo, tanto da dedicargli un post in questo mio trascurato blog. Beh ragazzi riascoltare questo magnifico album ha riacceso in me sensazioni fortissime. dc9Difficilmente mi sono così emozionato nell’avere tra le mani un cd. Oggi mentre lo scartavo, lo inserivo nel lettore e seguivo i testi nel libricino allegato mi sono sentito vivo…e in men che non si dica sono stato tristemente catapultato verso cieli umanamente inarrivabili. Per un attimo sono stato schiaffeggiato dal vento, ho ascoltato l’odore del mare e annusato il dolore che come il DC9 cadeva in picchiata nel mio cuore.

ACQUISTATELO ACQUISTATELO ACQUISTATELO

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sabato, 03 novembre 2007

cuore tagliatoQuesta è la prova che, per un cantautore, le poesie nascono sempre con la musica. Un grazie a Nicola Grilli che mi ha aiutato a scrivere la parte musicale. E' sempre bello collaborare con un amico di vecchia data.Vi chiedo scusa in anticipo per la registrazione casalinga. penna2

Un abbraccio cari e care

Andrea

 

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mercoledì, 22 agosto 2007

deandreNon vi sto a raccontare chi è Fabrizio De Andrè. Ormai lo sanno tutti! Senza ombra di dubbio è stato, è e rimarrà il più grande; il solo che è riuscito a fare poesia in musica. Come ho già detto prima però non voglio tediarvi con le mie personalissime considerazioni su Faber. Oggi voglio regalarvi una perla rara del Nostro. Un’ esecuzione live di “Via della povertà” dove Fabrizio si è divertito a cambiare un pochino le parole rendendola sicuramente molto più italiana:). deandre2L'amico che me l’ha donata (dovrebbe pervenire direttamente dalla fondazione De Andrè) mi ha chiesto di non divulgarla. Ormai le "pennellate" di Fabrizio sono diventate patrimonio culturale di tutti e quindi non sarebbe giusto tenermi questa chicca solo per me. L’arte va assolutamente divulgata specialmente se si tratta di Faber. Con la certezza di avervi donato qualcosa di speciale, vi auguro buona giornata!

P.S. Ho ricevuto diverse mail private di persone che mi richiedono "Via della povertà". Ragazzi non posso spedirla a tutti e trascorrere le notti sopra il pc:). Per inserirla qui l'ho dovuta bitrare a 96 (non è proprio il massimo anzi...) e già così il file pesa 6,5MB.  Vi consiglio di scaricare un cattura audio tipo Cool Edit Pro. Se qualcuno conoscesse qualche altro programma o qualche altro metodo più semplice per catturare la canzone, sarebbe gentile se condividesse le sue conosenze con tutti noi.

 

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venerdì, 27 luglio 2007

HOTEL

(Testo e Musica di Andrea Papetti)

 

C’è una luce di lampione

riflessa qui all’hotel
fuori un signore

chiede che ora è

brassai_prostituteCenere sui libri

e poesie di Verlaine
pensieri d’orizzonte

sui paesaggi di Monet

Abbandonati al chiaroscuro
al ritmo di un tamburo
abbandonati al crepuscolo
sulle rive del volo

Chiuso in questa stanza

a stracciare la realtà
a scordare l’orgoglio

fra sesso e libertà

Scrivo sul tuo seno

distratto dall’età
con le testa tra le gambe

di sogni e povertà

Amore piove ancora

diluvia sui perché

amore qual è il tuo nome
stenditi sopra di me

5798Lacrime di luna

qui fra le lenzuola
pianto e sudore

su una faccia così sola

Il letto bagnato

ormai è malinconia
di nuovo su una strada

a vendere l’allegria



Vorrei baciarti ancora

per scontare ogni ora
vorrei toccarti ancora

c’è un ricordo che trascolora.

 

 P.S. Vi allego uno stralcio della versione ufficiale che verrà inserita nel cd!

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domenica, 15 luglio 2007

intrattenimentoCantautore (cantante e autore) è una parola probabilmente (ma non ne sono per niente sicuro) coniata da qualche critico musicale negli ‘60 e stava ad indicare un artista che, con melodie semplici,  affrontava un testo impegnato più o meno diretto. Per molti anni (e forse ancora oggi) il cantautore veniva considerato come una sorta di santone che sul palco, armato di una “semplice” chitarra, rivelava sempre verità assolute. C’è stata ( ahimè forse ancora oggi c’è) una mistificazione del termine stesso. Ciò ha comportato nei cantautori un atteggiamento presuntuoso che purtroppo ancora persiste. Molti rifiutano autografi, trattano male il pubblico e persino s’incazzano se i fans cantano assieme a loro nei concerti. Uno paga 30 euro di biglietto per starsene zitto e ai comodi dell’artista. Siamo arrivati a toccare il fondo. Questi squallidi individui non sanno che se sono lì è anche grazie alla gente. Bisognerebbe avere più rispetto del pubblico! Ma la cosa più grave per chi inizia a scrivere canzoni è che, in un modo o nell’altro, il tuo nome verrà sempre accostato a quello di questi noti personaggi. Voi mi direte, in che modo? Beh è semplicissimo: quando un artista emergente scrive qualcosa, deve sempre e comunque assomigliare secondo la testa bacata dei critici a qualcuno famoso. Non è proprio possibile risultare originale oggi. Quante volte avrete sentito:”Assomiglia a questo o a quello oppure questa melodia è simile a quella di Xpallino.” E magari il tipo che ha avuto la malaugurata idea di scrivere manco lo conosce Xpallino. Sono d’accordo sul fatto che ormai nessuno si inventa niente ma non stiamo sempre lì, pronti come falchi, a scopiazzare qualcuno e qualcosa. Vi assicuro che anzi gli emergenti ci stanno molto più attenti per paura di essere soggetti a critiche. Non possiamo invece affermare altrettanto di artisti noti che scopiazzano da una vita in maniera plateale ma nessuno si permette di far notare loro questo. sanremoA mio modesto avviso, non si deve mistificare e nemmeno massacrare! Non parliamo poi delle radio e soprattutto delle case discografiche. Al suono dei soldoni decidono qual è la merda da produrre e si chiedono sempre se quella merda vende. A tavolino si decide che l’arte non conta. Il dio denaro sceglierà per tutti noi!

 

Vi allego sotto il link di una mia intervista dove parlo appunto di canzone d’autore e case discografiche. Ringrazio il buon Paride Travaglini che, di fronte ad un appiattimento culturale generale,  ha ancora voglia di formulare domande interessanti!

 

http://www.ilquotidiano.it/articoli/index.cfm?ida=20086

 

 

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lunedì, 02 luglio 2007

Photo028

E’ ora di farvi ascoltare qualche provino. Questa canzone, che ho scritto circa 3 anni fa, è abbastanza atipica per il mio stile. 29122006(001)Ho voluto trattare nello stesso brano quattro argomenti a me molto cari con l’arma sempre efficace dell’ironia. Non voglio aggiungere altro, lascio tutto alla vostra interpretazione.

Ringrazio, infine, Luigi per averla inserita, con alcune immagini,  su youtube.

 

 

La gatta, Gesù Cristo, gli amici, la famiglia

(Testo e musica di Andrea Papetti)

 

Stasera senza censura

voglio parlare

delle storie di un coglione

che non sa nemmeno cantare

 

quel coglione sono io

e ne vado fiero

con la mia imbecillità

conquisterò un manicomio intero

 

Ho incontrato diverse persone

alcune false alcune vere

e parlo ai miei gatti

quasi tutte le sere

 

Milly mi risponde

con quel “miao” tonante

“ehi sono qua

per ogni tuo pensiero delirante”

 

Milly gattina mia

sei dolce da morire

e basta così poco

per non farti soffrire

 

Un po’ di tempo fa

sulle stelle di Palestina

ho incontrato Gesù Cristo

che ballava su una mina

 

Mi ha scrutato a lungo

poi mi ha sorriso

e mi ha detto

“Caro Andrea non andrai mai in paradiso…

 

e ancora…mai avrei pensato

di essere così famoso

la vostra immaginazione

non è stata mai a riposo

 

in fondo sono un brav’uomo

anche se non sono dio

ma più bravi siete voi

che predicate al posto mio.”

 

Quante religioni sono state inventate

per farci ammazzare meglio

con parole mai rivelate

 

Ho un gruppo di amici

che ne sanno più di me

ma per forza è normale

studiano ingegneria e non Mallarmè

 

hanno anche una certa vocazione

alla filosofia

studiano la giurisprudenza

e il diritto della bugia

 

spaziano in ogni settore

da Froid a D’Annunzio

Moana, Cicciolina

e John Holmes col cazzo lungo

 

ed io povero stronzo

inutile cantautore

che vomita sulla carta

ogni fragile emozione

 

Amici che dirvi siete perfetti

fervide menti pensanti

senza mai difetti

 

Ormai è notte e voglio parlare

anche della mia famiglia

distrutta tempo fa

da sentimenti spesso in guerriglia

 

Mia madre se ne è andata

che avevo sedici anni

forse si era stancata

di lavarci i panni

 

non posso biasimarla

sono troppo disordinato

mi vesto sempre male

e non mi accorgo di un calzino bucato

 

Non ci sono state tragedie

quando si sono separati

ma ci si può lasciare

se non si è mai stati innamorati?

 

La vita in fondo è questa

prendere e lasciare

amare, ricordare poi dimenticare.

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giovedì, 28 giugno 2007

07_pollina_printBologna, 27/06/2007 - Teatro Manzoni

Dopo 2 anni di lavoro finalmente ieri sera abbiamo assistito all’opera “Ultimo volo – Orazione civile per Ustica”. Stavolta Pippo si è superato. E’ difficile per me descrivere le emozioni che ho provato e che Pippo stesso sprigionava sul palco con ogni suo gesto, ogni sua nota, ogni sua parola.paler2

Questo piccolo (statura) grande uomo siciliano ha voluto rinnovarsi, mettersi ancora in gioco, mostrando ai circa 2.000 presenti la sua sensibilità, il suo carisma, la sua genialità. Lo stesso suo compagno di viaggio Franco Battiato in prima fila, si è massacrato le mani a forza di applausi.

Pippo, ha descritto con la solita raffinatezza che lo contraddistingue la mediocrità e l’omertà dei rappresentanti dello stato italiano e nel contempo la tragedia umana di 81 persone che come noi sognavano, speravano, piangevano e si ribellavano. Le loro speranze purtroppo però si sono infrante quel maledetto 27 giugno 1980 prima nel cielo e poi nel mare. Oggi abbiamo solo tanta voglia di piangere e  la speranza (che non muore mai) è quella di consegnare prima o poi la verità ai parenti delle vittime. La cosa che mi lascia veramente perplesso è che a distanza di 27 anni ancora andiamo avanti per supposizioni e nel fondale marino tuona  la voce imperiosa di quelle 81 vite che chiedono il perché di tutto questo. Ieri sera Pollina ci ha insegnato che non possiamo e non dobbiamo dimenticare. “Pippo, se non fai un cd su quest’opera giuro che vengo a Zurigo e ti strappo i capelli:)”

Con questa canzone Pippo ha concluso lo spettacolo.


Oggi è uno di quei giorni in cui ascolto le parole del cielo
Come quegli animali infelici fuori aspettando le piogge
Come gli indiani con le orecchie sulla terra e i cavalli al galoppo
Come i torrenti in odore delle rapide sfiorando le sabbie.

E se il mio tempo è un granello di polvere un pulviscolo di stelle
Che non si trova più nel calendario né nelle pagine gialle
Se il mio destino l'avete scritto su un muro di carta e catrame
La mia memoria me la gioco a dadi e sulla sponda di un fiume.

Oggi ho bisogno di un cenno di un segnale particolare
Una luce che mi colga nel mio ventre nel mio peregrinare
Fra le vostre coscienze o fra quello che ne rimane
Non più in fondo al mare
Ma sulla mia pelle e le mie ali.

C'è una brezza crudele che spinge le mie ossa d'airone
Che son forti e portano in grembo migliaia di cuori,
Ciascuno con una promessa da raccontare,
Un passato, un futuro, un dolore da ricordare

Oggi è uno di quei giorni in cui credo alle parole del cielo
Cupo e minaccioso, un sentiero di nuvole scure,
Un cattivo presagio, una minaccia da dimenticare,
Un tremore di terra che scuote perfino le viscere del mare.

Attraverso le rotte del mondo io di bellezza ne vedo,
Mentre lascio una firma di fiamma che spettina il cielo,
Fioriranno i ciliegi, sorrideranno al mio passaggio
I viandanti, gli gnomi, le spose candide di maggio

E se qualcuno si è illuso di mischiare bene le carte
Di nascondere la sua vergogna fra i giochi della malasorte
Di regalare al futuro e ai fratelli un mattino normale
Ma non c'è più niente di normale e non c'è futuro che non faccia male.

Chi ha rubato il sonno alle madri e sparso gemme nel vento?
Chi ha sottratto il sorriso ai bambini e di colpo l'ha spento?
Chi ha spezzato i polmoni d'acciaio del colosso volante?
Chi ha giocato da baro sapendo che c'era un perdente?

E ora nella vertigine, mentre sprofondo nel vuoto,
Avverto nei sensi la pace di un luogo remoto,
Le vette inaccessibili e i ghiacci che ho già trasvolato
Dove regna il silenzio, dove l'uomo non è mai stato

E mi sembra di vederle le iene nella stanza dei bottoni
Con uniformi di cartapesta a decidere i cattivi e i buoni
Stravaccati in poltrone di pelle, ché non si rischia niente
Con l'arroganza del potere e l'indifferenza di certa gente

Eppure la storia va avanti non conosce padroni,
Anche a quelli che muovono i fili un giorno tremeranno le mani,
Perché esiste un passaggio comune, un comune destino
Che fa più vita la vita e non fa sconti a nessuno

Torneranno le stagioni di sempre per chi ha vinto e perduto.
Per chi ha avuto una sorte beffarda e anche per chi ha taciuto
E a ciascuno toccherà fare i conti senza un ma senza un se
Alla fine del giorno resteranno gli avanzi di qualche perché.

(Testo della canzone prelevato da